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lunedì 8 dicembre 2008

21 - 22 novembre 2008: vento e gabbiani

Foto: Gaetano Nava, Luigi D'Amato

Il 21 e 22 novembre 2008 il vento, astrusa presenza per il popolo padano, batte la Vasca.
Luigi D'Amato ne ricava qualche bella immagine, come questa, scattata il 21 novembre:
Il movimento dell'aria sposta le masse della pianta maledetta, l'elodea, concentrandole in alcuni settori della Vasca, come testimonia quest'altra immagine di Luigi.
Il vegetale non è radicato al fondo, come precisa in una nota inviataci lo stesso Luigi. E pensare che "....l'uomo del "barchino" voleva arare la Volano....", commenta ancora Luigi. Uomo del "barchino"? Le nostre indagini per risolvere il problema elodea continuano sempre. Ci siamo rivolti a una persona che possiede una barca che parrebbe adatta alla bisogna. Il personaggio in questione, durante un sopralluogo, sosteneva, appunto, che si dovesse grattare come si deve il fondo del bacino. Ah, beata innocenza! L'azione avrebbe provocato, in ordine sparso: danni irrimediabili al telo che impermeabilizza il tutto, una denuncia per il nostro gruppo con conseguente pagamento di penali e risarcimenti, e, risultato ipotizzabile e beffardo, rimessa in circolo di nutrienti salutati con piacere dall'odiata erbaccia.

Il vento non spazza solo la Vasca ma anche il cielo. Il 22 novembre ancora Luigi D ci offre una bella rassegna di immagini, parole e musica della Volano:
















La macchie bianche visibili sono gabbiani comuni. La specie era già giunta in zona nello scorso settembre: qualche timida puntata di pochi esemplari. Con l'incombere dell'inverno - quello canonico, legato ai moti del Pianeta e definito dal calendario, e un poco differente come collocazione rispetto a quello biologico -, il contingente si fa più nutrito. Gaetano Nava la vede così:

Curiosa quest'immagine: le folaghe nel settore più scuro, infestato dall'elodea, i gabbiani nella zona libera dalla pianta.
Vento e gabbiani.... In quest'ultima foto, di Luigi D, qualche acrobazia in volo: per un paio di giorni la Volano sembra l'Atlantico.


sabato 18 ottobre 2008

11 ottobre 2008 La Canottieri Volano di nuovo in azione

foto: Luigi D'Amato, Raffaella Sala, Matteo Barattieri

All'alba, più o meno, di una bella giornata di ottobre. Riecco in azione la Canottieri Volano. Non c'è tutto il gruppo che segue le avventure della Vasca. Oltre al sottoscritto sono presenti Raffaella Sala e, soprattutto, Luigi D'Amato e Luigi Villa: al primo spetta il compito di guidare le operazioni di terra, al secondo sono affidate briglie e redini, verrebbe da dire visto il cappello in perfetto stile bonelliano.


















La volta scorsa ero assente, giustificato. Per questa seconda puntata non sarei mancato per niente al mondo. Caspita: vedere la Vasca da angolazione, disemm inscì, da folaga. E poi, ad aggiungere ulteriori emozioni: in barca con Luigi "l'arch." Villa. Architetto sui generis il nostro. Presso noi naturalisti la categoria non gode generalmente di grande stima: non ne apprezziamo l'eccessiva ubiquità e saccenteria, mischiate a spesso nulle o quasi conoscenze nei settori delle scienze naturali e del'ecologia. Il Villa è di tutt'altra razza: micologo, botanico, esperto di microabitanti delle acque e altro ancora. Soprattutto, ha sempre dimostrato molta attenzione alle tante esigenze degli abitanti, vegetali e animali, della Volano.

Dopo la, doverosa, sviolinata, veniamo al sodo. Scopo della gita in barca? Fare un sopralluogo per indagare sulle condizioni dei vegetali esotici che stanno infestando le acque. La foto a sinistra parla da sola: le masse di elodea sono sempre impressionanti.
C'è mica solo quella. La foto qui sotto mostra anche la wolfia, altra pianta esotica e devastante; ricorda un poco la nostrana lenticchia d'acqua.






Se osserviamo attentamente notiamo come si distinguano facilemnte le aree occupate dalle due essenze. Le zone con superficie più densa sono territorio dell'elodea, la wolfia dà luogo a settori a minore densità e di colore più chiaro.

La parte centrale del bacino presenta netta prevalenza di wolfia. Raccogliamo anche un campione di acqua con le due piante.














Spedizione scientifica in piena regola, dunque. Sotto la guida sapiente del'arch. prendiamo anche delle misure della profondità del manto d'acqua. Semplici gli strumenti: un'asta in metallo, una bindella e l'immancabile mappa dell'area.

La Vasca non ha fondo piano, ma inclinato: piega infatti verso nord, verso il tubo di scarico dell'impianto. Per le misure seguiamo un trasnetto, lungo l'asse mediano del bacino. La profondità massima, nel mezzo, è di 2,50 metri. A ridosso del lato sud fanno invece 1,60 metri.
















L'elodea e la wolfia non sono gli unici abitanti esotici e poco graditi. Ci sono anche le arcinote tartarughe americane, che i soliti imbecilli scaricano in ogni dove. Un esemplare galleggia da qualche tempo, morto. Una rana fa capolino dall'acqua. Foto miserrima, va detto: il sottoscritto non ha nè mezzi nè, soprattutto, capacità adeguate






Nella zona sud troviamo un'altra carogna: un germano reale.

La natura ha già provveduto a spolparne testa e collo. Il sospetto è che non si tratti di morte per cause ordinarie: Luigi V nota i segni di una fucilata. In barba ai divieti del Comune di Agrate, gli "amici della natura" (si definiscono così) sono entrati a sparare.







Riguadagnamo terra. Luigi V piazza un dischetto di metallo a riva. Scopo: tenere sotto controllo le variazioni del livello. E' un dato molto importante per pianificare i futuri interventi e per conoscere più a fondo le dinamiche della nostra Volano.














mercoledì 13 agosto 2008

Breva e tivan ovvero in barca alla Volano

FOTO: RAFFAELLA SALA, LUIGI D'AMATO

Breva e tivan: e la mente viaggia verso il Lario. Il Lago più bello del mondo, parere del sottoscritto, che adora soprattutto il versante lecchese. A tratteggiarlo in musica ci pensano da un po' le canzoni di Davide Van De Sfroos, vate e menestrello, in realtà, dell'altro versante, quello comasco; ma poco importa.....







Per una mattinata anche alla Volano si respira un'atmosfera che sa di missoltin e di singul de punta. A remare non sono quelli della Canottieri di Mandello, ma il nostro architetto, il buon Luigi Villa. Con lui anche Raffaella Sala. Parrebbe quadretto idillico. La realtà è poco poetica. I nostri - oltre a Raffaella e l'architetto c'erano anche Luigi D'Amato e Gaetano Nava - hanno portato scafo e scalmi in acqua per una ispezione.
















L'amata Vasca è da qualche tempo piena di vegetazione, in modo anomalo e preoccupante. Si teme che l'eccessiva proliferazione di una pianta, l'Elodea nuttallii, possa soffocare il bacino. Urgono controlli ed eventuali provvedimenti. Luigi D'Amato si è organizzato per procurare bucintoro e cime.

L'Elodea nuttallii è stretta parente dell'Elodea canadensis. Entrambe hanno origine esotica, Nordamerica, e si sono propagate in modo preoccupante negli ultimi tempi. La loro invasione è causa di danni per i nostri ambienti acquatici: compromettono l'equilibrio degli ecosistemi e la presenza delle specie locali. La natura ha cicli propri e proprie dinamiche: comprometterli significa causare danni anche irreparabili. Le elodee non sono giunte da noi attraverso processi naturali. Sono piante utilizzate per gli acquari. E' bastato che qualche sconsiderato le buttasse nelle acque di fiumi, laghi e affini per provocarne la diffusione. Gli esperti raccomandano di tenere sotto controllo il fenomeno e di cercare di bloccare queste piante maledette.
















Stiamo - in particolare Luigi Villa, Luigi D'Amato, Paolo Rovelli e Dario Porta - cercando di comprendere e studiare la situazione per prendere adeguate contromosse. Ecco spiegato il motivo del curioso battesimo del remo per la Volano.

Il giorno prescelto è l'1 agosto 2008. Purtroppo, porca sidela, sono assente per impegni. Spero si ripeta, non la propagazione dell'odioso vegetale ma il viaggio con remi e cime.

Come si vede dalle immagini, la quantità di massa vegetale è davvero impressionante: si parla di uno strato di mezzo metro o giù di lì. Il fenomeno è nuovo per la Vasca, a memoria dei due Luigi, che conoscono da tempo il sito.




















I nostri hanno raccolto dei campioni del vegetale e dell'acqua. Le analisi chimiche del liquido saranno curate da Paolo Rovelli.

Tutta questa erba deve essere poi smaltita dall'ambiente quando muore. Per tale operazione occorre un alto consumo di ossigeno; risultato: il prezioso gas viene consumato e tanti organismi muoiono soffocati.

Gli esperti indicano una serie di sistemi. Tra essi, il meno invadente per l'ecosistema è la rimozione meccanica. In parole povere: con badile e secchi si portano via le masse verdi e importune. L'utilizzo di sostanze chimiche diserbanti può avere effetti poco graditi per altri organismi. L'immissione di carpe viene consigliata: ma si tratta di pesci non delle nostre latitudini ma di specie a loro volta esotiche.

Stiamo valutando il da farsi. Intanto sembra che il fenomeno si stia un poco ridimensionando


Rimane una nota, disemm inscì, di cronaca, o di storia se preferite. In realtà non è il primo viaggio a remi alla Volano. Qualche mese fa Raffaella Sala fu protagonista di un estemporaneo e improvvisato passaggio in canotto; motivo: il recupero di un animale morto (una folaga) osservato a pelo d'acqua. Ma questa è un'altra storia.