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venerdì 24 dicembre 2010

Vita grama..

Neve, gelo, ghiaccio..
Brutto periodo per gli abitanti della Vasca.
La ricerca del cibo diventa frenetica, la sopportazione del freddo è incredibile.
Sotto una breve carrellata di foto. Credo che rendano meglio l'idea piu' di tante parole per descrivere questo momento un po' difficile per i nostri amici della Volano.

Ghiaccio sulla Vasca (19 dic 2010).













Frutti di rosa canina (18 dic 2010) e orme sulla neve (19 dic 2010).














Codibugnolo (18 dicembre 2010) e gheppio (18 dicembre 2010).














Migliarino di palude (dicembre 2010) e peppola (6 dicembre 2010).














Saltimpalo (6 dicembre 2010) e migliarino di palude (dicembre 2010).
Tracce di volpe (18 dicembre 2010).

24 dicembre 2010 – Mangiatoie, nidi, esperimenti, e lo spirito della Volano

La mia militanza nel settore ambiente e affini data ormai qualche lustro. Ho partecipato e partecipo a diversi gruppi, dei quali in alcuni casi sono stato addirittura cofondatore. Ho dato vita a diverse campagne, cosa che faccio tuttora. Spesso, ahimè, nei gruppi ambientalisti tanta energia e tanta passione risultano poco supportati da conoscenze tecniche e da corrette impostazioni.
Il gruppo Volano fa (quasi) nobile, e classica, eccezione. Una compagine in cui le discussioni vertono su temi quali l’identificazione di un fungo, o la definizione dello status di una specie. O ancora: “…quelle piante lì sarebbero da eliminare…”, alla faccia di tanti, troppi integralismi dannosi e impaludanti. Per naturalisti incalliti, qualcosa di prossimo al paradiso. C’è persino un architetto che, a differenza di molti della sua categoria – potrei fare nomi e cognomi, ma non sarebbe carino – non parla da un piedistallo, con sicumera e presunzione, ma è pronto a confrontarsi. Del resto, il Luiss Villa, è naturalista di rango.
Le discussioni vissute con la correttezza e l’educazione richiesti da temi prettamente tecnici.

Mangiatoie e nidi artificiali: un argomento molto dibattuto di recente.

Parte il Claudio Crespi, proponendosi come costruttore di mangiatoie e nidi artificiali. Il bravo Claudio, artista del legno e non solo, riprendeva un messaggio di GaeNava, che lanciava l’idea di arricchire il paesaggio della Volano con questi manufatti, stimolato dalle condizioni difficili di questa stagione.
Personalmente non amo molto il fiorire di mangiatoie e nidi artificiali. Preferisco che si intervenga sul territorio, attraverso la messa a dimora di piante o la progettazione di interventi che modifichino in modo appropriato il paesaggio. Questa, idealmente, la mia posizione. Ma non posso non concordare con GaeNava o Luigi D, molto più possibilisti.
Sentiamo cosa dice GaeNava:
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Pero' mi viene da dire che la vasca non mi sembra un'ambiente cosi' secolarizzato da offrire rifugi e opportunita' di nidificazioni a talune specie.
Per esperienza diretta osservando la manutenzione del verde,sia privato che pubblico,ho molti dubbi sulle opportunita' di talune specie di trovare un'ambiente idoneo alla nificazione..E' la stessa cosa per cui si cerca di riportare nell'ambiente coltivato un po' di variabilita' rispetto alle monocultureper conservare talune specie(averle??).Magari un domani le cose possono cambiare,la vedo lunga pero',un'aiutino intanto credo non guasti..
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Buona la sintesi di Luigi Villa, riportata qui sotto:
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La posizione di Matteo (duri e puri) potrebbe, a mio avviso, essere adottata in un'oasi di più ampio respiro, di almeno qualche centinaio di ettari. Il nostro "buco" è troppo esiguo e scarno in rapporto alle disponibilità alimentari per l'avifauna, e non solo.
…….il mio progetto di "naturalizzazione della Vasca Volano" funziona solo sulla carta o come espressione di aiuto ad un ecosistema fragile; sono ben conscio, come penso molti altri, che si sia intervenuti su aspetti formali (rimodellaziobne delle sponde) e sull'incremento della vegetazione con lo scopo di preservare e poi di incrementare il grado di biodiversità, in senso lato, della VasVol; da qui a dire che l'ecosistema è stabile ed autosufficiente ce ne passa.
…….dobbiamo aspettare almeno qualche anno perchè il progetto, pur nella sua fragilità, possa esprimere tutta la sua potenzialità.
Nel frattempo tutti gli accorgimenti conosciuti e ritenuti validi per "aiutare" l'ambiente sono, secondo me, da attuare. Pertanto ben vengano le mangiatoie!
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I miei dubbi vanno oltre. Per prima cosa, vorrei che si discutesse bene il tutto. Del resto, la mia idea di dotare l’area di strutture per gli insetti va esattamente in questa direzione. Aiutare gli insetti e gli altri animali piccoli, spesso dimenticati, ma non meno importanti e affascinanti. Certo, al momento il progetto ha soprattutto valenza educativa e didattica. Ma credo che la Volano possa diventare un interessante laboratorio nell’ambito. E qui chiedo l’aiuto di Claudio (per la parte ingegneristica) e della prof. Laura Farina (per l’ambito entomologico). Penso potremmo fare un buon lavoro, da mettere poi a disposizione della comunità. Poniamoci in quest’ottica: sperimentare soluzioni di aiuto agli invertebrati, per poi comunicare i risultati ottenuti. Prof., mettiti in azione.

Per gli uccelli, vorrei fare qualche riflessione in più. A mio avviso, bisognerebbe selezionare bene le specie. aggiungere qualche cincia in più – questo gruppo è classico utilizzatore di nidi artificiali – non credo arricchirebbe davvero il sito. Due sono le specie di maggior importanza. Tra queste, il saltimpalo. Come realizza il nido il saltimpalo? Il volume 5 dell’Ornitologia Italiana (Brichetti e Fracasso, ed. Perdisa) recita:
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(nido) posizionato in una depressione del terreno, spesso su un pendio……e di solito con copertura erbacea…”
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Cosa ipotizzare per favorire la specie? Creare qualche fossetta qua e là, ad esempio alla montagnetta? Potremmo studiare il problema.

Altro uccello significativo è l’averla piccola. In questo caso, i nidi artificiali servirebbero a poco, anzi a niente: l’animale usa siepi e cespugli. E allora butto lì. Perché non usare la recinzione come anima e intelaiatura interna per creare cespugli o sistemi di cespugli artificiali. Utilizzando rami e simili, potremmo provarci. Inconveniente: come creare l’effetto fogliame? Mica semplice: potremmo simulare le foglie, usando anche in questo caso del legno. Mah…. Idee balzane? Forse…
Ragioniamoci.

Il tutto ovviamente aspettando che il buco di posto consolidi la sua fisionomia; nella fattispecie, aspettando che siepi, alberi, arbusti e compagnia cantante si sviluppino come si deve.
Matteo Barattieri

24 dicembre 2010 - Il saltimpalo d’oro 2010

Dicembre. Tempo di nomine, di scelta dei vari personaggi dell’anno, dagli ambiti della politica internazionale al biliardo del Bar Sport. Non è da meno la Volano. Il nostro premio è il Saltimpalo d’Oro, in onore di una delle specie più rappresentative per la Vasca. Qualcuno aveva avanzato la candidatura di GaeNava: semplicemente superfluo elencare le motivazioni.

Come presidente e unico membro della giuria, e in democristiana applicazione del Manuale Cencelli, assegno il premio a Luigi D’Amato. Gaetano Nava meriterebbe, va da sé, ma si era già aggiudicato il titolo lo scorso anno. Luigi D. riceve l’ambito – si dice così – riconoscimento per il suo grande, e spesso poco sbandierato, lavoro sul campo. Non di rado fatto di umili operazioni, e di un insostituibile metterci le mani.
Un grazie a Luigi.

Albo d’oro del premio:
2008 Margherita Brambilla
2009 Gaetano Nava
2010 Luigi D’Amato

Matteo Barattieri

venerdì 2 aprile 2010

Seconda metà del marzo 2010 – Storie di binocolo e cannocchiale – Giornate di censimenti e non solo

Va bene il cantiere. Va bene i Mule Skinner. Va bene le piante che non arrivano. Ogni tanto però occorre ricordarsi del nostro ruolo di sbinocolatori. Al quale per il sottoscritto si aggiunge anche quello di addetto ai censimenti e alla lista delle specie, documento che da sempre garantisce qualche quarto di nobiltà e la giusta dose di ufficialità a qualsivoglia sito naturalistico, fosse anche miserrimo e scalchignante. Meglio non perdere l’abitudine, soprattutto dopo che il giorno prima la specola, per dirla coi lariani, è stata messa più o meno a nuovo. Problemi, more solito, di cavalletto, risolti con la collaborazione di un gentilissimo e disponibilissimo ferramenta monzese. Ora il cannocchiale non dovrebbe più ballare sulla propria sede.

Il 14 marzo 2010 sono alla Vasca. Pare incredibile, ma erano mesi che non svolgevo un censimento vecchio stile da queste parti. la procedura è quasi rito. Il primo punto di ascolto è all’ingresso, alla stanga come impropriamente lo chiamo da sempre.
Mi accoglie, ebbene sì, il tambureggiare di un picchio rosso maggiore. Vado a memoria, credo sia la prima volta che si fa udire qui. Delle due l’una: o è un umorista o ha intenzione di stabilirsi davvero qui. Il tambureggiare è un segnale usato dalla specie per marcare il territorio. Problema: qui l’habitat non è propriamente da picchio. Alcuni capannoni, prati, coltivi e qualche sputacchio di alberi. E non è che intorno alla Vasca la situazione sia migliore per la specie, che ama aree boschive. Vai a capire. Per completezza va però aggiunto che il segnale viene inviato anche da picchi in dispersione. E poi, la specie nidifica a poca distanza da qui, all’Oasi WWF di Carugate. Vedaremm.

La foto di Gaetano Nava ritrae un picchio rosso maggiore su una betulla, a ovest della Vasca. E' stata scattata il 27 marzo 2010.
Alcune ballerine bianche si agitano e litigano sui campi. Ultimamente si fanno spesso vedere qui alla Volano.
Alla Vasca, esattamente al cancelletto, unico lembo di recinzione, insieme al cancello grande situato all’angolo NW, sopravvissuto alla cura di Lueiss Villa, si trova il secondo punto. Qui si fa udire una capinera in canto. E con lei anche l’allodola: prove di primavera, possiamo dire. Tarda però il fringuello, il cui canto è per il sottoscritto indicazione dell’inizio del periodo primaverile. Il taccuino registra anche la presenza del pettirosso. Per la Volano è da sempre mero ospite invernale. Ma le temperature ancora basse lo trattengono qui.

(foto: Gaetano Nava, 21 marzo 2008)
Sullo specchio d’acqua non c’è molto. Le adorate gallinelle? Quasi assenti, se si fa eccezione per un richiamo. Non è una grande annata per loro. Si rivede invece il tuffetto. Nel pomeriggio Gaetano scoprirà che sono due.

Questo tuffetto è stato fotografato da GaeNava il 30 marzo 2008.
Il 27 marzo 2010 nuova tornata di censimento. Questa volta anche il fringuello si esibisce in manifestazioni canore. E il luì piccolo: il suo canto riempie le boscaglie. Il resto sarebbe ordinaria amministrazione se non fosse che, puntando il binocolo verso Cascina Fidelina Doppia, incrocio dei giganti nell’aria. Ma dai. Ebbene sì, per la seconda volta, da quando frequentiamo il sito, la gru compare da queste parti. A essere sinceri, l’osservazione non può essere targata Volano. Le 4 gru 4 sono lontane, tanto che mi occorre il cannocchiale per una identificazione sicura. Il dato è in ogni caso importante, e finirà poi in rete. A occhio sono sopra un settore compreso tra Caponago e Bussero. Tento di chiamare GaeNava che ha da poco lasciato il campo. Irraggiungibile. Intanto le nostre gru sono sparite dalla visuale.
Secondo alcuni potrebbe essere elevato a simbolo della Volano. Può un simbolo sparire per lungo tempo dalla vista? Non sia mai. Purtroppo però il saltimpalo marca troppo spesso visita. per l’annata 2009 le mie annotazioni sono poco confortanti. Riprendiamo note risalenti al giugno 2009:
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Saltimpalo N1 (significa nidificante possibile, ovvero: “specie osservata durante il proprio periodo riproduttivo nell'ambiente adatto, senza alcuna altra indicazione di nidificazione”)
Osservata una femmina nel corso della stagione riproduttiva 2009 con comportamenti territoriali. Non si hanno ulteriori dati di presenza della specie. Sussistono forti dubbi sullo status di nidificante per il 2009.
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Dal vivaio il canto di un maschio insiste quasi martellante. Il comportamento sarebbe territoriale, come vogliono le regole della biologia. Saremmo anche quasi nel periodo della deposizione, come da sacri testi. Inviterò poi GaeNava, nei giorni successivi, a dare un’occhiata. Invano, tuttavia: l’amato saltimpalo non capiterà nell’obbiettivo del nostro fotografo ufficiale.
Matteo Barattieri

giovedì 11 febbraio 2010

Premio Saltimpalo d’Oro 2009: un plebiscito per Gaetano

Il Premio, giunto alla sua seconda edizione, vuole premiare chi si è distinto maggiormente nell’ambito della Volano.
Per il 2008 venne premiata Margherita “Marghebra” Brambilla. Poco presente sul campo, la nostra si è ben meritata l’onorificenza per il grande lavoro, impegnativo e logorante, dietro le quinte, nella fattispecie al’interno del Palazzo. Il suo contributo è stato decisivo per portare a casa i finanziamenti che stanno mettendo in moto camion e ruspe in questi giorni.

Per il 2009 il premio non poteva andare che a Gaetano Nava. Queste le motivazioni della sua candidatura, espresse dalla giuria (che ha un solo membro, il sottoscritto):
“Per l'assiduità, le belle foto, la raccolta continua di dati, le segnalazioni, gli aggiornamenti al blog, e il pizzico di umorismo. E tanto altro...."
Un plebiscito per il nostro. Bravo Gaetano, e avanti così.

domenica 9 novembre 2008

novembre 2008 Fil di ferro e martello: Luigi D'Amato. Il premio "Saltimpalo d'Oro"

FOTO: Luigi D'Amato


C'è chi - siamo, più o meno, la maggioranza - va alla nostra Vasca per osservare volatili. C'è chi la utilizza per scattare bellissime immagini: Gaetano Nava su tutti, ovviamente. C'è chi si è divertito anche a dar vita ad una estemporanea Canottieri Volano.


Ma c'è anche chi sta svolgendo un lavoro più oscuro, un dietro le quinte prezioso, anzi fondamentale: Luigi D'Amato. Segue da tempo la Vasca, tra dettagli, disemm inscì, burocratici e lavori di manutenzione. Dedicare al nostro Luigi D uno spazio sembra il minimo. E' grazie a lui se sono stati risolti diversi problemi.

L'ultimo regalo alla Vasca è la sistemazione della rete, oltraggiata in parte da eventi atmosferici, in parte da basso teppismo. Il 6 novembre la recinzione assume così un volto più o meno definitivo (i vigliacchi sono sempre in agguato). Quattro pali recuperati alla buona, un po' di fil di ferro, una mazza solida alla bisogna, una scaletta: il cantiere improvvisato è qui sotto riprodotto dalla digitale dello stesso Luigi.
Le reazioni dei nostri nemici non si faranno attendere. Gaetano Nava descrive così il clima pochi giorni dopo, l'8 novembre:
"Stamattina verso le 8,30 ho fatto un giretto alla vasca...
La riparazione di Luigi regge.Un'autentica opera d'arte.........
Anche un paio di cacciatori si sono fermati in contemplazione per almeno 5 minuti esterrefatti.........."
La fine dell'anno si avvicina, portandosi i classici bilanci conclusivi e le varie nomine, molte volte stucchevoli e fini a se stesse. Ma il gioco piace a (quasi) tutti: perchè negarlo?
Si potrebbe allora istituire un premio anche per la Volano, rivolto a chi meglio si è distinto sul campo, e non solo, vien da dire. Chiamarlo "Il Saltimpalo d'Oro" è quasi automatico. Luigi D è sicuro canditato. Con lui ci sarebbe anche un'altra persona, fin qui poco nominata e quasi mai presente sulle rive della Vasca. Si tratta di Margherita Brambilla, cui dobbiamo in gran parte l'arrivo dei fondi che permetteranno di riqualificare la nostra adorata Vasca.
Bon, gettato il sasso, attendo i vostri commenti.....
Lunga vita alla Volano.