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domenica 12 dicembre 2010

12 Dicembre 2010 - In trasferta

In trasferta: espressione che rimanda a contesti calcistici. Nella fattispecie, l’uscita lontano dalle mura amiche, per usare topos sempre di ambito pedatorio, è alquanto sui generis. Impegnato nel censimento svernanti italiani, lanciato dalla piattaforma ORNITHO, ho battuto, l’11 e 12 dicembre 2010, anche settori poco distanti dalla Volano. Nessun tradimento, anzi, un’utile raccolta dati, tutto sommato. Responsabile della scelta dei settori non è il sottoscritto, ma la stessa banda di ORNITHO, che per ogni particella da 10x10 km ha selezionato 4 celle da 1x1 km. Le celle sono collocate in modo da esser tra loro sufficientemente distanti. Altri dettagli qui:

Sabato 11 dicembre, mentre l’inossidabile GaeNava è alla Volano, ispeziono l’area tra Concorezzo e Agrate intorno a Cascina Rancate. La giornata limpida parrebbe alle masse indicata per altri lidi, più esotici ed eleganti. Ma tant’è: il sempiterno “chi si contenta…” non sarebbe poi tanto da chiamare in causa. O, meglio, può essere utile integrazione a questioni più pratiche, leggi esigenze di raccolta dati: il censimento dura solo fino a fine gennaio. Il tutto sommato a questioni, disemm, anagrafiche: con l’età è diffuso costume il ripiegarsi sull’immediatamente circostante.

Non comincia nemmeno male. Uno sparviere volteggia sopra Cascina Rancate, inseguito da un paio di cornacchie. La specie – il rapace, intendo – meriterebbe attenzioni non superficiali: il suo progressivo inurbamento è di non poco significato. Un simpatico gruppetto di mattuge completa il quadro nei primi metri di percorso.

Due cormorani passano in volo lontani. Chissà se hanno ispezionato la Volano.

Il paesaggio non permette molto di più, tra capannoni e altre strutture industriali. Supero il Villoresi: dopo la desolazione di rifiuti a bruttare il Canale, qualche accampamento di zingari. Un paio di cani ringhianti mi invitano ad accelerare il passo, non senza individuare un picchio rosso maggiore negli sputacchi alberati.
In totale fanno 15 specie. Chiamo il buon GaeNava. Non è che a lui sia andata poi meglio: il suo taccuino si è fermato a 17. “….poca roba….”, o giù di lì è il suo commento.

Il 12 dicembre una delle celle prescelte mi porta proprio a lambire la Volano. Sono tra Carugate e Pessano. È il settore agricolo tra i due comuni, a sud di Cascina Seregna. Ornitologicamente, un deserto: neanche 10 specie. Ne possono nascere ulteriori riflessioni sul ruolo che può rivestire la nostra Volano, quale importante risorsa per il paesaggio. D’altra parte, però, il rischio che si riduca a isola con scarsi collegamenti con quanto è esterno. Spunti su cui meditare. Il paesaggio presenta però frammenti della campagna che fu. Filari di salici capitozzati a dar vimini. Filari a platani, pro parte capitozzati a loro volta: roba, i platani, che piacerebbe al Lüiss Villa. Il reticolo di rogge e derivazioni, ponticelli e urcioeuj: roba da brividi per il sottoscritto, che ha tra i punti deboli reti e manufatti legate alle acque, tratto che rende la spianata padana unica sul globo. La tentazione di seguire gli argini, creare una mappa mentale delle opere idrauliche o camminare nel letto dei canali viene allontanata a fatica. Un airone cenerino in lontananza richiama in qualche maniera all’ordine.

Qua e là spazzatura, qualche rudere, un capannone abbandonato: fascino da urbex, tra l’Alexandre Surin de “Le Meteore” di Tournier e le pagine di qualche autore di futuri post-atomici.

Per completare, visitati oggi anche il Parco di Monza e l’urbanizzato ammorbante tra Cologno e Vimodrone. Ma queste sono altre storie.

alla prossima

Matteo Barattieri

12 dicembre 2010 - Mappe regionali: qualche istruzione

Della serie “questo è un blog di servizio”. Qualche annotazione per scaricare mappe e sezioni di mappe della Carta Tecnica Regionale (CTR). Da poco tempo il Geoportale della Lombardia permette, finalmente, di scaricare parti della CTR. Il servizio è molto utile e pratico anche per chi, come il sottoscritto, possiede già i CD, usciti anni fa, con tutta la cartografia regionale. Sul Geoportale sono però presenti molte funzionalità davvero preziose e comode. Quella che segue è una breve descrizione di un paio di esse, che possono aiutare chi sta andando sul campo per l’Atlante Ornitologico Italiano, lanciato da Ornitho, ad esempio.

Apriamo la pagina
Questo il collegamento al Geoportale
http://www.cartografia.regione.lombardia.it/geoportale/ptk
Quando siamo sulla pagina di apertura, selezioniamo “Visualizza mappe” sul menù a sinistra. Ci spostiamo così su una nuova pagina; schiacciamo col cursore su “Carta tecnica regionale”. Si apre in questo modo una nuova finestra con la mappa della nostra regione, a scala piccola.

L’asta graduata
Sul lato sinistro c’è una sorta di asta graduata, ad ogni tacca corrisponde una scala. Portiamo il cursore sulla freccia, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, aumenteremo via via la scala, fino al valore di interesse. Consiglio: portiamoci a 1:10mila o 1:15mila.
Cerchiamo l’area
A questo punto ci si sposta sulla mappa fino a trovare la zona di interesse. Basta spostarsi col cursore (appare a video la classica mano), tenendo premuto il tasto sinistro del mouse. Diamo sempre qualche istante al sito per lavorare e mettere a fuoco l’immagine. Paesi, corsi d’acqua, frazioni scorrono via via: per il malati di mappe come il sottoscritto un piacere visivo.

Strumenti
In alto sulla sinistra ci sono i vari menù. Ci si porta col cursore su “strumenti”, è la terza opzione da sin. Si apre così una tendina, con diverse opzioni. Tra le più utili:
- download raster
- stampa.
Adesso, al lavoro!

Download raster
Premiamo su questo comando. In basso a destra si apre una finestra. Abbiamo la possibilità di scaricare le tavole che interessano. Se si conosce la tavola, bene. Altrimenti, si indica un comune e appariranno dei “raster”. Vanno selezionati, seguendo l’istinto, o sulla base di informazioni note, o a caso. In effetti, questo è un aspetto da indagare. Non ho ancora capito se c’è qualcosa simile ad un quadro di unione. Selezionato il raster gradito, si potrà dare il comando download. Il nostro pc potrà ora arricchirsi di mappe: si tratta di documenti compressi (.zip).

Il comando “stampa”, non solo per stampare
Molto utile è il comando stampa: vediamo perché. Questo comando permette di stampare e scaricare una sezione della CTR. Selezioniamolo, ci appare una finestra in basso a destra, che ci fornisce una serie di possibilità. Possiamo dare un titolo a ciò che stamperemo, possiamo modificare la scala, aggiungere commenti... Molto utile è chiedere che appaia la scala sul ritaglio della CTR che ci interessa: senza scala non vai da nessuna parte, anche se è vero che in ogni caso è presente, sulla sezione scelta, un righello con le distanze in metri. Se schiacciamo col cursore su “Stampa PDF”, ci appare un finestra. Attenzione: l’esecuzione non è immediata (almeno sul mio pc), meglio lasciare al programma, Adobe, il tempo di lavorare, altrimenti il tutto si può bloccare. La finestra mostra la classica anteprima di stampa. Controlliamo bene che la sezione sia quella desiderata. In caso contrario, chiudere la finsetra, e ricentrare la sezione della CTR, con la solita mano. Ripartire con “Stampa PDF”. Abbiamo due comandi disponibili: “stampa”, appunto, e “salva”. In questo modo avremo sul nostro pc, salvata in PDF, la sezione scelta. La stampa è in bianco e nero, con l’eccezione di una sottile linea rossa, ebbene sì, che indica i confini comunali.
alla prossima
Matteo Barattieri

venerdì 2 aprile 2010

Seconda metà del marzo 2010 – Storie di binocolo e cannocchiale – Giornate di censimenti e non solo

Va bene il cantiere. Va bene i Mule Skinner. Va bene le piante che non arrivano. Ogni tanto però occorre ricordarsi del nostro ruolo di sbinocolatori. Al quale per il sottoscritto si aggiunge anche quello di addetto ai censimenti e alla lista delle specie, documento che da sempre garantisce qualche quarto di nobiltà e la giusta dose di ufficialità a qualsivoglia sito naturalistico, fosse anche miserrimo e scalchignante. Meglio non perdere l’abitudine, soprattutto dopo che il giorno prima la specola, per dirla coi lariani, è stata messa più o meno a nuovo. Problemi, more solito, di cavalletto, risolti con la collaborazione di un gentilissimo e disponibilissimo ferramenta monzese. Ora il cannocchiale non dovrebbe più ballare sulla propria sede.

Il 14 marzo 2010 sono alla Vasca. Pare incredibile, ma erano mesi che non svolgevo un censimento vecchio stile da queste parti. la procedura è quasi rito. Il primo punto di ascolto è all’ingresso, alla stanga come impropriamente lo chiamo da sempre.
Mi accoglie, ebbene sì, il tambureggiare di un picchio rosso maggiore. Vado a memoria, credo sia la prima volta che si fa udire qui. Delle due l’una: o è un umorista o ha intenzione di stabilirsi davvero qui. Il tambureggiare è un segnale usato dalla specie per marcare il territorio. Problema: qui l’habitat non è propriamente da picchio. Alcuni capannoni, prati, coltivi e qualche sputacchio di alberi. E non è che intorno alla Vasca la situazione sia migliore per la specie, che ama aree boschive. Vai a capire. Per completezza va però aggiunto che il segnale viene inviato anche da picchi in dispersione. E poi, la specie nidifica a poca distanza da qui, all’Oasi WWF di Carugate. Vedaremm.

La foto di Gaetano Nava ritrae un picchio rosso maggiore su una betulla, a ovest della Vasca. E' stata scattata il 27 marzo 2010.
Alcune ballerine bianche si agitano e litigano sui campi. Ultimamente si fanno spesso vedere qui alla Volano.
Alla Vasca, esattamente al cancelletto, unico lembo di recinzione, insieme al cancello grande situato all’angolo NW, sopravvissuto alla cura di Lueiss Villa, si trova il secondo punto. Qui si fa udire una capinera in canto. E con lei anche l’allodola: prove di primavera, possiamo dire. Tarda però il fringuello, il cui canto è per il sottoscritto indicazione dell’inizio del periodo primaverile. Il taccuino registra anche la presenza del pettirosso. Per la Volano è da sempre mero ospite invernale. Ma le temperature ancora basse lo trattengono qui.

(foto: Gaetano Nava, 21 marzo 2008)
Sullo specchio d’acqua non c’è molto. Le adorate gallinelle? Quasi assenti, se si fa eccezione per un richiamo. Non è una grande annata per loro. Si rivede invece il tuffetto. Nel pomeriggio Gaetano scoprirà che sono due.

Questo tuffetto è stato fotografato da GaeNava il 30 marzo 2008.
Il 27 marzo 2010 nuova tornata di censimento. Questa volta anche il fringuello si esibisce in manifestazioni canore. E il luì piccolo: il suo canto riempie le boscaglie. Il resto sarebbe ordinaria amministrazione se non fosse che, puntando il binocolo verso Cascina Fidelina Doppia, incrocio dei giganti nell’aria. Ma dai. Ebbene sì, per la seconda volta, da quando frequentiamo il sito, la gru compare da queste parti. A essere sinceri, l’osservazione non può essere targata Volano. Le 4 gru 4 sono lontane, tanto che mi occorre il cannocchiale per una identificazione sicura. Il dato è in ogni caso importante, e finirà poi in rete. A occhio sono sopra un settore compreso tra Caponago e Bussero. Tento di chiamare GaeNava che ha da poco lasciato il campo. Irraggiungibile. Intanto le nostre gru sono sparite dalla visuale.
Secondo alcuni potrebbe essere elevato a simbolo della Volano. Può un simbolo sparire per lungo tempo dalla vista? Non sia mai. Purtroppo però il saltimpalo marca troppo spesso visita. per l’annata 2009 le mie annotazioni sono poco confortanti. Riprendiamo note risalenti al giugno 2009:
"""""""""""""
Saltimpalo N1 (significa nidificante possibile, ovvero: “specie osservata durante il proprio periodo riproduttivo nell'ambiente adatto, senza alcuna altra indicazione di nidificazione”)
Osservata una femmina nel corso della stagione riproduttiva 2009 con comportamenti territoriali. Non si hanno ulteriori dati di presenza della specie. Sussistono forti dubbi sullo status di nidificante per il 2009.
"""""
Dal vivaio il canto di un maschio insiste quasi martellante. Il comportamento sarebbe territoriale, come vogliono le regole della biologia. Saremmo anche quasi nel periodo della deposizione, come da sacri testi. Inviterò poi GaeNava, nei giorni successivi, a dare un’occhiata. Invano, tuttavia: l’amato saltimpalo non capiterà nell’obbiettivo del nostro fotografo ufficiale.
Matteo Barattieri

domenica 28 febbraio 2010

20 febbraio 2010 – Dalle Bahamas alla Volano

E questa qui cosa diavolo è?


(foto: Gaetano Nava, 20 febbraio 2010)
Sembra, parlando da addetti ai lavori, un fistione turco rimpicciolito e con i colori un poco scombinati. Lo trova, al solito, il nostro Gaetano Nava, il 20 febbraio 2010. Un’anatra davvero strana. GaeNava invia l’immagine da varie parti; anche su Ornitho.it, prezioso sito, una creazione svizzera, su cui si possono inserire le osservazioni ornitologiche, con tanto di precisa localizzazione geografica.
In un amen risponde Gianfranco Alessandria:
""""""""""
è una femmina di Anatra bahamensis.
Cordialmente
Gianfranco Alessandria
per il team ornitho.it “””

Si tratta di una specie di importazione: Anas bahamensis. Il nome italiano è Codone delle Bahamas, e suggerisce una provenienza centro-americana. Viene considerata specie esotica da Brichetti e Fracasso (Ornitologia Italiana, vol 1, Alberto Perdisa Editore). Ciò significa che gli individui rinvenuti sono sempre da considerare come “sfuggiti alla cattività”. La segnalazione ha comunque qualche interesse. Per la cronaca, è una nuova specie per la Volano, anche se va inserita in una categoria a parte. L’occasione attira anche Marco Melzi, di ritorno alla Volano dopo qualche tempo. Anche Marco dedica una galleria alla nostra ospite. Ecco qualche scatto, effettuato il giorno 21 febbraio 2010. I nostri fotografi fanno a gara. Dopo il 21 febbraio non si sono avute più segnalazioni: dove sarà?


Qui trovate il sito di Ornitho:
http://www.ornitho.it/

Matteo Barattieri

Febbraio 2010 - Qualche minuto di gloria

La Volano non appare solo su queste pagine. Ultimamente si parla della nostra Vasca in varie parti.
La stampa locale dedica un paio di articoli ai lavori. Il 16 febbraio 2010 il Giornale di Vimercate titola: “Vasca Volano, via ai lavori”. Ovviamente è citato un architetto agratese a noi arcinoto. Una spolverata di gloria anche per lui, oltre che per il blog, indicato dall’articolo. Il testo spiega scopi e obbiettivi del lavoro, e vengono rapidamente descritti i lavori in corso. Il 20 febbraio 2010 è la volta de Il Cittadino. “Nuova vita per la Vasca Volano: 120mila euro per la rinaturalizzazione”, titola A.P. L’articolo sottolinea il nuovo volto che assumerà l’area, destinata a diventare “parco naturale” e “oasi attrezzata”. E “preponderante diverrà la dimensione ecologica e ambientale”, chiosa ancora A.P.
Non è tutto.
È da poco stato completato l’annuario 2008 del CROS Varenna. La pubblicazione registra le osservazioni ornitologiche più interessanti e importanti del 2008 nell’area compresa tra la Brianza e l’inizio della Valtellina. La nostra Volano è più volte citata, come si può leggere qui sotto.
Barbagianni Tyto alba
1 dicembre alla Vasca di Volano, Agrate Brianza (MI) 1 ind. (M. Barattieri ed altri)
Averla maggiore Lanius excubitor
Migratore regolare, svernante regolarmente al Pian di Spagna (CO), all’Oasi del Bassone, Torbiere di Albate (CO), al Lago di Alserio (CO), alla Vasca Volano di Agrate Brianza (MI) con 1 ind. (G. Nava, M. Barattieri, L. D’Amato ed altri)
Averla capirossa Lanius senator
dal 3 al 22 agosto alla Vasca Volano di Agrate Brianza (MI) 1 ind. (G. Nava, M. Barattieri, L. D’Amato ed altri)
Strillozzo Miliaria calandra
Osservazioni durante il periodo di nidificazione: dal 24 maggio al 7 giugno alla Vasca Volano di Agrate Brianza (MI) ind. in canto (M. Barattieri, R. Sala)
Trovate l’annuario, scaricabile, su questo blog: ST http://crosvarenna.blogspot.com/
Alla colonna “Documenti”
Un grazie a tutti quelli che hanno contribuito con le loro osservazioni. E un grazie alla stampa che ci segue.
Matteo Barattieri

mercoledì 27 gennaio 2010

16 gennaio 2010 – Una Volano internazionale – Censimento acquatici (IWC, International Waterfowl Census)

Impegni vari mi impediscono una frequentazione seria della Volano. Ma non posso mancare all’appuntamento con il censimento IWC. Ogni anno, a livello internazionale, vengono effettuati i conteggi degli uccelli acquatici svernanti. L’attività è coordinata da precise indicazioni; ogni ambiente d’acqua significativo ha il proprio numero di codice. Il tutto si svolge nel mese di gennaio, durante il quale questi animali si muovono poco: i dati raccolti sono quindi significativi. Va puntualizzato che specie come cormorani e gabbiani sono viceversa molto attivi, e si spostano durante il giorno. In questo caso, la soluzione per ottenere dati è molto semplice: si vanno a contare gli individui ai posatoi notturni, dove si radunano al tramonto.

I dati raccolti sono molto importanti. Hanno un intuibile significato scientifico e conservazionistico. Avere una fotografia della situazione di una specie e sapere come varia la sua popolazione negli anni ha ovvie ricadute. Esiste anche un preciso obbiettivo: per le specie cacciabili vengono determinate le quote di individui che si possono abbattere, sulla base dei numeri ottenuti dai rilevatori. L’attività, come sempre quando si parla di campo, ha il suo indiscutibile fascino. Ma questa è un’altra storia.

Da quest’anno la Volano è ufficialmente inserita nell’elenco europeo. Il tutto grazie a Violetta Longoni, coordinatrice per la Lombardia, che ha dato una risposta positiva alle mie richieste. Insomma: la Volano ha un suo spazio a livello internazionale.

Per l’Italia il periodo dei censimenti è stato collocato quest’anno tra l’8 e il 24 gennaio.
Il 16 gennaio 2010, reduci da operazioni di censimento su ad Alserio, io e Alberto Confalonieri facciamo una rapida puntata alla Volano, tra le 11.30 e le 11.45. il taccuino registra ben poca roba:
16 folaghe, 1 gallinella d’acqua e 3 gabbiani comuni.

Un grazie ad Alberto per la collaborazione e, va da sé, a Violetta.

Su questa pagina potete trovare informazioni. Trovate anche i resoconti dei censimenti degli anni passati:
http://www-3.unipv.it/ecoeto/indexsvernanti.html

Se siete interessati a partecipare i prossimi anni (una mano serve sempre) potete contattarmi. Oltre alla Volano, opero sui laghi brianzoli e nella zona del Lago di Lecco. E, ovviamente, sono il referente per il Parco di Monza (censito il 9 gennaio).

Matteo Barattieri

domenica 12 aprile 2009

15 marzo 2009 - Ul nudar al marca: 118

Foto: Gaetano Nava

In ogni gruppo che si rispetti ci si ritaglia uno o più ruoli, a seconda di bisogna e inclinazioni personali. A volte gli incarichi nascono con le circostanze, e coinvolgono il precettato all’infinito. I compiti possono anche assumere connotazioni curiose, al limite del paradossale. Il sottoscritto, contraddistinto da perigliose tendenze ad un disordine tra l’ecumenico e l’esistenziale, riesce invece ad essere preciso in modo quasi maniacale in non poche situazioni. Ambiti come la Volano sono tra questi. Tra le incombenze, mi sono fatto carico di tenere aggiornata la lista delle specie. Inutile dire che il grosso del lavoro è rappresentato dalle uscite sul campo. Il nostro fotografo ufficiale si è rivelato di grande aiuto nel settore. “….abitando in zona e andando alla Volano, è il minimo….”, direbbe il solito sputasentenze.

Il 15 marzo 2009 la lista delle specie si arricchisce di nuovi effettivi. E ‘l nudar al marca. Lasciamo la parola proprio a Gaetano Nava, che così scrive in un messaggio inviato alle liste Crosvarenna e EBN – nodo lombardo:

""""""""""""""""
7/8 Tordo bottaccio
un Picchio rosso maggiore
un Picchio verde che se la rideva alla grande
3 Topini
…..

Pomeriggio:

3 Pendolini
4 Migliarini
un Porciglione
una trentina di Fringuelli
……
"""""""""""
La presenza del porciglione è di per sé interessante. Eccolo, bellissimo come sempre.




Ma i punti salienti del messaggio sono altri. Picchio verde, topini, pendolini!
Chiedo, proprio via liste, la sequenza esatta al nostro. Eccola:

""""""""""""""""""""""
Picchio verde,
(sentito per un'ora presso la siepe del canale Villoresi e lato sud della vasca, la classica risata.......)
ore 7,30/8,30
Topini 3 in volo sul prato presso la collinetta,
(ore 9,00/10,00)

Pendolini lato sudovest della vasca ore 15,30/16,30
(osservati per una mezz'oretta in alimentazione).
""""""""""""

Con queste tre specie arriviamo a 118, dall’aprile 2007! Ottimo colpo.
Topini e pendolini sono chiaramente esemplari in migrazione. Abitano la Lombardia nel periodo riproduttivo, ma la loro presenza è soprattutto legata a territori di pianura sud e sud-orientali. Per il topino sono ambienti classici le pareti sabbiose lungo corsi d’acqua o altri ecosistemi acquatici ma non solo. Il pendolino è animale da zone verdi lungo fiumi.
Diverso il discorso per il picchio verde. L’esemplare censito da Gaetano Nava potrebbe essere stato colto in qualche movimento erratico. Il picchio verde abita boschi e giardini, è in chiaro e generalizzato aumento. Non è da escludersi che si insedi nella vicina Oasi WWF di Carugate. La zona della Volano, per usare gergo da tecnici, non è vocata ad ospitarlo.



Gaetano ci offre questa bella galleria di immagini di pendolini. Dai, un commento da parte vostra mi sembra il minimo.




sabato 7 febbraio 2009

Gennaio 2009 - Nella neve, nel freddo.... Facce da Volano. E un mistero

C’è il sottoscritto, e c’è Gaetano Nava. Ci sono Luigi D’Amato e Raffaella Sala; c’è Luigi “l’arch” Villa e c’è Dario Porta. E c’è, poco visibile alla Vasca, Margherita Brambilla. A lei dobbiamo tanto lavoro che potrà assicurare un futuro, speremm, luminoso per questo “buco di posto”, come lo definisce qualcuno. Facce da Volano, verrebbe da dire.
Non siamo soli, tuttavia. Anche altri personaggi meritano più che una citazione nella lista. Altre Facce da Volano.

L’inverno morde da par suo a gennaio. E porta neve e ghiaccio.

È l’1 gennaio quando Luigi D’Amato riesce a scattare qualche foto, di prima mattina, anticipando di un ghel l’arrivo della bruma, che avrebbe poi avvolto tutto. La Vasca è quasi completamente ghiacciata, fatta eccezione per una fascia che parte dalla metà del lato ovest, per raggiungere il centro dello specchio. È qui che, nella foto di Luigi, si assembrano gli acquatici. Gallinella, folaga e germano.


Il giorno prima Gaetano Nava segnalava una spiumata di fagiano, via posta elettronica:
“Di interessante nella neve tracce di volpe che mi hanno portato a una bella spiumata
di fagiano M.......Pappato completamente..sono rimaste solo un centinaio di penne e piume..
Buona digestione........”
La battuta, un classico, ci sta tutta. Ma non finisce qui.

Il 3 gennaio la neve abbandona prati e campi. Siamo sul posto io e Alberto Confalonieri, altro personaggio nella nostra storia. Facce da Volano. La spiumata è ancora qui.



Un’occhiata più approfondita aggiunge un tocco di mistero. Le istantanee parlano chiaro. Le penne sono integre, lavoro da uccello rapace, non certo da carnivoro, volpe o altro. Chi diavolo è stato? Allocco? Hmmmm. Vedaremm. Poco altro da segnalare. La Vasca? Ancora ghiacciata, non totalmente però.

Luci d’inverno: un comodo stereotipo per intitolare le foto che seguono. È il 10 gennaio: ci siamo sempre io e Alberto. Gaetano ci raggiunge a metà mattina.


C’è anche una bava di galaverna, spettacolo che ci è concesso solo raramente.
Inutile perdersi in descrizioni poetiche. Rimaniamo sui dati, da freddi e imperturbabili cronisti: solo alle 10 del mattino le trame di ghiaccio riusciranno finalmente a sciogliersi.

È compatto il manto di neve. Le temperature basse non perdonano. Vita grama per tutti, volatili in primis.
Un fringuello mangia, vorace all’inverosimile, poco lontano dal bordo della Vasca, dove qualche filo d’erba è rimasto libero dalla neve.
Un paio di gheppi in movimento: cosa mangeranno oggi? Se è dura per fringuelli e compagnia cantante, figuriamoci per loro.
Sulla montagnetta troviamo una passera scopaiola: il freddo la rende meno diffidente.

Proviamo a spostarci. A Cascina San Giuseppe troviamo l’abituale concentrazione di passeri. Sui campi e sugli incolti di fronte troviamo un gheppio: è posato su un paletto, intento a nutrirsi di quello che dovrebbe essere un roditore.

Ritorniamo sui nostri passi. Arriva sul posto Gaetano Nava. Lo vediamo vicino alla montagnetta, molto probabilmente sarà intento a immortalare la passera scopaiola, o altri volatili.

Eccola qui…..


Gaetano ci racconta di aver visto qualche topolino uscire dalla neve. Ah, ecco. Per i nostri gheppi la giornata non è poi così magra.

Oggi il nostro fotografo è uscito soprattutto per portare a casa qualche immagine di luci e paesaggi. Di seguito una serie, galaverna compresa.
L’uscita si sta concludendo. Punto il binocolo per le ultime occhiate. “…quello non è un gheppio…”. Un grosso rapace appare in volo nella zona dei capannoni. Si sposta in linea retta, quasi sprezzante. Un astore, caspita! Mica poco: la specie numero 113 dalla fine dell'aprile 2007. Il mistero forse si risolve: i resti di fagiano di cui sopra sono con buona probabilità opera del fiero rapace.


Gennaio è mese di svernanti, di acquatici svernanti. A livello continentale vengono svolti conteggi delle specie presenti nelle zone d’acqua, fiumi, stagni o laghi che siano. L’attenzione è concentrata sulle specie tipiche di questi ambienti, insomma anatrame, folaghe, gabbiani e dintorni. La Volano è entrata di diritto dell’elenco delle aree sottoposte a censimento. Il 16 gennaio ricavo un intervallo di tempo per una breve puntata da queste parti. C’è solo l’ormai abituale bava d’acqua libera. Lì si concentrano folaghe e gallinelle. Dice: ma allora è più facile contare. Minga tropp. Per prima cosa, al mio arrivo i rallidi si spostano rapidamente verso riva, per trovare rifugio. Non pochi, le gallinelle in particolare, si vanno a piazzare in mezzo alla vegetazione, nella striscia di canneto. Ma la recinzione non è lontana? Chiederebbe il profano. Nessun dubbio, ma a spaventare le nostre è l’improvvisa apparizione di una figura alta. Bisogna aspettare un poco, perché si abituino alla mia presenza, e via via riappaiono. Non tutte però, accidenti. Le gallinelle, come è per loro abituale, tendono comunque a rimanere sul bordo della Vasca. Paure e timori c’entrano poco. L’evoluzione ha voluto che le due specie si dividessero spazi e bottino nel modo più equilibrato possibile: all’una specie, la folaga, gli spazi d’acqua più aperti, all’altra, la gallinella, i settori a ridosso delle rive.
Il conteggio si rivela un poco difficoltoso. Buona parte delle gallinelle è raggruppata. Passando con il cannocchiale devo a volte aspettare che muovano le loro teste verso l’alto. Curiosa coincidenza, il tutto avviene non di rado quando l’obbiettivo del cannocchiale le raggiunge. Ripeto più volte le operazioni per sicurezza. Per la cronaca, questi i numeri: folaga 57, gallinella 75-80. Violetta Longoni, coordinatrice per la Lombardia, sarà contenta.

L’immagine qui sotto è di Gaetano, ripresa il 10 gennaio.


Fringillidi: compagni di tante sgambate invernali alla Volano. Li citiamo spesso, vigliacco però se si fan ritrarre come si deve dal nostro fotografo ufficiale. I giorni di ghiaccio e temperature basse li rendono meno diffidenti. È il 17 gennaio: il “Verdone-Day”, così lo chiama il nostro Gaetano. Inutile spiegare il motivo, basta dare una sbignata qui sotto.


Il becco del volatile è lordato dalla terra. “…una foto-documento…”, così la chiamerebbe l’Edoardo Viganò da Villasanta, un mago dell’obbiettivo, da poco convertitosi al mondo delle digitali. Ne vedremo delle belle, sicuramente. Caro Edoardo, ti aspettiamo da queste parti.
Non si fanno invece attendere Edoardo Manfredini e Gianpaolo Corti.

Bel tipo, il Manfredini. Alla Vasca si reca una volta ogni tanto, e quasi sempre butta lì il colpaccio. 23 gennaio 2009, ecco quanto scrive Edoardo alla lista Crosvarenna.

“”””
Breve visita alla Vasca Volano di Agrate B.za durante la pausa pranzo:


23/01/09 12:45- 13:30 Condizioni meteo:Pioggia


Di interessante osservato:


- Moriglione 1 maschio


- Corvi 2 nel coltivo a sud vicino al Canale Villoresi
“””

Corvo: va registrata come specie numero 114. Ma non è tutto. Lo svernamento del corvo dalle nostre parti ha subito nell’ultimo decennio un deciso calo di effettivi e qualche variazione. Un’indagine parziale svolta da Giuseppe Bogliani (2005) ha mostrato come il numero si sia contratto rispetto agli anni ’80 – ’90. Il corvo è rimasto tuttavia molto fedele ad alcune località storiche (ad esempio nel Lodigiano), dove torna puntualmente d’inverno. Altri siti – Parco di Monza in primis – sono stati completamente abbandonati. Mutamenti climatici? Può darsi, ipotizza il sempre bravo Bogliani. In ogni caso, il dato è di rilievo. Grazie ancora, Edoardo.

Il 24 gennaio altra sorpresa.


La foto mostra una pavoncella, a ritrarla Gaetano. E fanno 115!

25 gennaio: sempre Gaetano all’opera. Ritorna l’albanella reale maschio. Belle foto, bravo Gaetano!

E torna anche l’averla maggiore.

Chiudiamo qui? Nossignori. Tra le Facce da Volano includerei anche Gianpaolo Corti, nostro agente in quel di Vimercate – Concorezzo. La Vasca non dista molto, e Gianpaolo controlla eventuali movimenti sospetti. Ecco quanto racconta alla lista Crosvarenna:

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26 - 01 -09 Vimercate - Concorezzo (dietro le torri bianche)

Oggi, ai turni di mensa ........ dopo aver letto le vostre mail a riguardo ............ speravo di incontrarla ...ma dubitavo ....... invece cosi' e' stato ....sopra gli incolti, dietro agli orti " il maschio di ALBANELLA REALE" mobbato da una cornacchia grigia, che l' ha indirizzata verso la Vasca Volano.

sono contento che come L' averla maggiore "condividano" gli ultimi lembi di natura.
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Per finire, una carrellata invernale, sempre del nostro fotografo ufficiale.


Peppola



Pettirosso



Scricciolo

domenica 21 dicembre 2008

19 dicembre 2008 Bad Moon Rising ovvero: allocchi - seconda uscita

Serata, seconda uscita dedicata agli allocchi. Poche romanticherie, poca poesia, a dispetto del cielo stellato. Bad Moon Rising: con questo brano nelle orecchie raggiungo la Vasca.


"I see a bad moon rising
I see trouble on the way"


Lune cattive all'orizzonte? Mah...in effetti...dato il momento...


Piazzo la bici al solito posto; l'immagine inquadra parte dell'attrezzatura: zaino e cronometro nella fattispecie.

"Don't go 'round tonight
It's bound to take your life
There's a bad moon on the rise"


Un tempo avevo strumentazione più elegante e quasi professionale: casse e alimentatore, e annessi. Un maldestro utilizzo, qualche anno fa, ha devastato il tutto. Difficile trovare dei sostituti. Ho così ripiegato su un vecchio radiolone, magari poco ortodosso ma molto funzionale.
Le casse hanno una gittata, da prove sul campo, di circa 450-500 metri.


"I hear hurricanes a blowin'
I know the end is commin' soon"

Ripercorro l'itinerario della volta scorsa, anche oggi nessun risultato. L'allocco osservato un anno fa va quindi considerato caso isolato, come da copione: il nostro è, in ogni caso, animale da bosco.

La luna tarda ad arrivare. L'ultimo punto di stazione, a ridosso del Canale, a est di Cascina Fidelina Doppia, mette in agitazione le folaghe nella Vasca.
Percorro la recinzione. Chissà se si fa vedere il barbagianni...

Sono le 20.30 da poco passate quando lascio la Vasca. Presto, ma d'inverno è come fosse notte inoltrata.

Sistemo le masserizie e un'auto raggiunge l'ingresso dell'area. Un lui e una lei a bordo. Convegno o mercimonio amoroso? Divertente sentirli mantenere il motore acceso: non si fidano della mia presenza, pensa te...

"Don't go 'round tonight
It's bound to take your life
There's a bad moon on the rise"

Nel tornare pedalando, una voce, idioma slavo, mi fa voltare. Una ragazza piazzata a bordo strada per inequivocabili scopi parla al cellulare sorridendo con l'interlocutore/trice all'altro capo. Mi strappa un momento di tenerezza. Sorgeranno lune migliori per lei? Glielo auguro.

Il testo di Bad Moon Rising qui

qui il brano

sabato 9 febbraio 2008

Gennaio: mese da svernanti

Il mese di gennaio è tradizionalmente dedicato, a livello internazionale, al conteggio degli uccelli acquatici svernanti. La Vasca Volano non è inserita per il momento nell’elenco delle zone umide (vedi sotto). Ma questo non ci ha impedito certo di raccogliere i dati su anatre e affini, che saranno trasmessi ai referenti. Ai responsabili sarà in questo modo segnalata l’esistenza del nostro piccolo bacino.
Certo, rispetto ai vicini laghi lombardi o al Delta del Po, la nostra Volano è ben poca cosa, ma ha in ogni caso dignità di specchio d’acqua. L’uscita del 22 gennaio 2008 ci ha fornito i seguenti numeri:
gabbiano comune 80-100
folaga 6-7
gallinella d’acqua 1-2
svasso maggiore 1

Il gabbiano comune, come racconta Raffaella in altra parte del blog, frequenta d’inverno la Vasca. Ne ha fatto luogo di alimentazione e di sosta durante la giornata. Ci è capitato di osservare un buon numero di gabbiani comuni il giorno 9 novembre 2007, durante una breve puntata al tramonto. Così recita il mio quaderno di campagna: “Circa 100-150 gabbiani comuni alla Vasca. Al tramonto partono in volo verso W, a parte pochi che rimangono.” Questi pochi saranno poi destinati a prendere a loro volta il volo verso i quartieri notturni.
Nel corso di una uscita notturna, svoltasi nel novembre 2007, non abbiamo del resto rilevato la presenza di gabbiani.

La gelata di inizio gennaio ha purtroppo obbligato folaghe e
gallinelle a trasferire baracca e burattini altrove. Se le prime sono tornate, per le seconde si è trattato per ora di un trasloco più prolungato o definitivo? Lo stabilirà il tempo. Ricordiamo che nel mese di dicembre 2007 erano presenti fino a oltre un quarantina di gallinelle. Dove sono finite? La loro assenza non manca di intristire il sottoscritto, che da sempre guarda con grande simpatia e affetto a questa specie.


Nel corso delle nostre uscite abbiamo notato come folaghe e gallinelle siano particolarmente timorose qui alla Volano, comportamento che in genere non si registra. Si possono citare laghi, fiumi o, anche, parchi urbani nei quali questi volatili non sono spaventati dalla presenza dell’uomo. Forse, ma è un’ipotesi buttata lì, gioca un ruolo la conformazione del sito. Folaghe e gallinelle vedono comparire all’improvviso gli umani dall’alto, cosa che potrebbe rendere ancora più minaccioso il nostro aspetto. Ricordiamo che agli occhi degli uccelli noi appariamo come giganteschi bipedi: la nostra postura eretta suscita in loro un vero e proprio terrore. A ciò si aggiunga che l’area è poco frequentata da persone: folaghe e gallinelle hanno meno possibilità di abituarsi alla nostra presenza. Per questo motivo durante nostri conteggi abbiamo sempre dovuto attendere un po’ di tempo, prima che questi uccelli tornassero a farsi vedere (e censire) dopo essere sfuggiti precipitosamente verso i canneti che bordano lo specchio d’acqua. Da ultimo, un appello per le gallinelle: tornate, vi aspettiamo con trepidazione!


Tornando ai nostri dati di gennaio, merita un commento la presenza del tarabuso, segnalato da Raffaella (vedi sotto). Raffaella lo ha osservato il 23 gennaio 2008, il sottoscritto, il giorno prima, aveva notato movimenti sospetti nel canneto. Il tarabuso, un airone sui generis, sta subendo una contrazione generale nei suoi effettivi in Europa. in Italia si stima la presenza di 50-70 coppie; per l’inverno si parla di 200-400 individui presenti. Può essere considerato svernante alla Volano? Si domanda Raffaella. Gli elementi a nostra disposizione ci dicono di no. L’animale è stato visto il 10 novembre 2007, e il 23 (e 22, con buona probabilità) gennaio 2008. Più propriamente dovremmo parlare, per la Volano, di luogo utilizzato durante movimenti invernali. Ciò non toglie, in ogni caso, valore al dato. Tutt’altro, la presenza del tarabuso, pur occasionale, accresce l’importanza e il ruolo della nostra Vasca. A tutto ciò si aggiunga l’osservazione del marzo 2007, in periodo di migrazione.

Il periodo invernale non ci ha offerto nel complesso grandi elementi di interesse: l’area non ha ospitato importanti contingenti di svernanti. Il vivaio e gli altri appezzamenti che circondano la Vasca non sono molto frequentati. Fringuelli e affini non sono presenti in numero significativo. Un gruppetto di questi uccelli (in totale circa una ventina) ha rappresentato una costante durante le uscite invernali. A farne parte fringuello, verdone e cardellino, oltre al migliarino di palude. I loro movimenti toccano quasi tutti i settori che compongono l’area.
Il beccamoschino ha costituito una piacevole sorpresa (vedi sotto).
Rimane da spendere qualche parola sui rapaci. Sempre presente il gheppio, che nidifica in zona. Da considerarsi svernante la poiana, ogni uscita, tra dicembre 2007 e gennaio 2008, ha permesso di osservarne un esemplare. Il rapace utilizza in particolare la zona del vivaio, dove trova comodi posatoi.





Scheda

I censimenti IWC

In Italia, i censimenti degli uccelli acquatici svernanti sono stati condotti abbastanza
regolarmente a partire dagli anni ’80, e la Lombardia non fa eccezione. Il censimento degli uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census, IWC) è organizzato a livello internazionale da Wetlands International (nuova denominazione dell’IWRB, International Wetlands Research Bureau). Nel nostro paese, la raccolta dei dati è compito dell’Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica, che a livello locale fa riferimento a diversi enti e associazioni. Nell’inverno 2001-2002, in Lombardia è stato attivato un coordinamento formato da l’UOO Pianificazione Faunistica e Venatoria della Regione Lombardia
ed il Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia. È nato così un coordinamento regionale, che permette di raccogliere i dati e di organizzare i censimenti in modo unitario.
Perchè è importante raccogliere questi dati? Gli scopi sono diversi. Da un lato i numeri hanno una finalità conservazionistica, ovvero permettono di avere degli strumenti per la tutela della fauna. Sapere se una specie è in aumento o in diminuzione, oppure se i suoi effettivi costituiscono un contingente stabile, ci permette di operare meglio per la sua tutela. Allo stesso modo, il censimento ci offre la possibilità di individuare aree di particolare rilevanza, sia per le specie presenti che per il numero di svernanti censiti. I dati vengono anche utilizzati per fissare il numero di capi che i cacciatori possono uccidere, oppure per definire quali specie possono essere inserite nell’elenco delle cacciabili. Naturalmente non va messo in secondo piano l’interesse scientifico: non a caso università ed enti di ricerca collaborano in maniera attiva alle operazioni.
Il periodo per i censimenti è fissato regolarmente per il mese di gennaio, nella seconda e terza settimana. La scelta non è casuale: in questa fase dell’anno gli acquatici tendono a rimanere fissi in una località e a muoversi poco. Se si tiene conto del fatto che il lavoro viene svolto a scala globale e in un breve intervallo di tempo, quella che si ottiene è una vera e propria fotografia della situazione. Tutto ciò non vale però per quelle specie che anche d’inverno compiono spostamenti giornalieri nel raggio di chilometri: gabbiani, cormorani, aironi. Questi animali hanno però l’abitudine di radunarsi in posatoi fissi per trascorrere la note. I rilevatori si piazzano in corrispondenza di questi siti, ben noti, ed effettuano i conteggi. Durante le uscite diurne, queste specie vengono comunque contate, ma i numeri ottenuti sono puramente indicativi.
Le zone umide sono catalogate con un numero in codice, in modo da agevolare la rielaborazione dei dati. La Vasca Volano non è inserita nell’elenco delle zone umide nazionali. Non si tratta di una precisa scelta dei coordinatori. Più semplicemente, il sito non è noto. È nostra intenzione segnalarne l’esistenza ai responsabili. Va aggiunto che gli elenchi comprendono aree umide di origine sia naturale che artificiale.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
una pagina del sito dell’Università di Pavia
http://www.unipv.it/ecoeto/indexsvernanti.html
pagina del sito dell’INFS
http://www.infs-acquatici.it/