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giovedì 18 febbraio 2010

17 febbraio 2010 - Tra palta e gabbiani ovvero cronache dalla Volano

(Foto: Luigi D'Amato)


Piove, ma i lavori proseguono. Il 17 febbraio 2010 il nostro Luigi D’Amato è in postazione. Luigi ci scrive:

“giornale di bordo 17 febbraio 2010
...mi avvio mesto mesto verso la volano, piove governo ladro!!!
Con sorpresa (piacevole direi) stanno lavorando, non credo arriveranno a sera, ma accontentiamoci...ci stanno provando.”

Più di tutto può la palta, possiamo dire. Il sole di oggi (18 febbraio) potrebbe invece aver fatto il suo dovere, almeno speriamo.

I gabbiani comuni continuano a frequentare l’area. Nel periodo invernale è una nota comune. Così tanti, però, non se ne erano visti.
L’immagine scattata ieri, 17 febbraio, è eloquente.
“...se qualcuno vuole contarli, mi sembrano tanti!”, scrive Luigi


Provo a raccogliere la sfida. Arrivo a 320-330. Se altri vogliono cimentarsi, buon lavoro. Il dato è però interessante. Ricordo occasioni in cui erano oltre 100, ma la barriera dei 300 non era mai stata superata. Con l’arrivo della primavera, i contingenti di gabbiano comune spariranno dalle nostre lande.

Non siamo gli unici a tenere d’occhio i volatili. Ancora Luigi:
“L'uomo della ruspa quando mi vede si avvicina e mi chiede:
"l'airone cenerino ora lo conosco, ma stamattina ne ho visto uno tutto nero grosso come lui"“
Un airone scuro? Occhio: potrebbe trattarsi di qualche specie rara per le nostre latitudini. Ma il mio intuito aveva già colto la soluzione, ovvia e classica: per il neofita non è sempre scontato distinguere aironi, cicogne e…cormorani. Poco dopo si materializza proprio un cormorano, altra presenza invernale dalle nostre parti.
Intanto stiamo mobilitando i fornitori di piante. Tra non molto si zappa e si vanga.
Matteo Barattieri

mercoledì 27 gennaio 2010

23 gennaio 2010 – Dal Diario di GaeNava: un’anatra temeraria – il gabbiano e il pesce gatto

Foto: Gaetano Nava
Purtroppo per il sottoscritto frequentare la Vasca è dura in questo periodo. Certo, c’è sempre il bravo GaeNava, con le sue puntuali e frequenti visite in loco. Ma vuoi mettere andare di persona? Il blog ne soffre, preferendo lo scrivente narrare di momenti vissuti direttamente e non per conto terzi. Ma tant’è. Utilizziamo allora parole e immagini del nostro Gaetano.
È il 23 gennaio 2010. “poca roba ma interessante”, scrive il nostro. Ne viene fuori un’ora e mezza intensa, dalle 14.00 alle 15.30, per dovere di cronaca.
Una poiana veleggia in pace, niente aggressioni da parte di cornacchie e compagnia cantante.
Due gheppi riposano sui fili. Quale dei due è il maschio?
Un pellegrino su una classica postazione: un traliccio.


E sull’acqua, racconta GaeNava, “la prima papera da un po' di tempo a questa parte,una bellissima e ingenua Morigliona”.

Il rischio è grosso, la stagione dei vigliacchi con le doppiette non è ancora terminata, mentre a Roma discutono per aprire la caccia per tutto l’anno. Come commentare? Siamo la vergogna d’Europa.

L’inverno a poco a poco lascia strada alla stagione primaverile. Le prime attività riproduttive si manifestano anche qui. Gaetano segnala anche:

“Folaghe in assetto di guerra per il pezzettino di territorio....il picchio rosso in tambureggiamento....”

Intanto un gabbiano si porta in giro la sua preda: un pesce gatto. Bella istantanea, grande GaeNava.


Matteo Barattieri

lunedì 8 dicembre 2008

21 - 22 novembre 2008: vento e gabbiani

Foto: Gaetano Nava, Luigi D'Amato

Il 21 e 22 novembre 2008 il vento, astrusa presenza per il popolo padano, batte la Vasca.
Luigi D'Amato ne ricava qualche bella immagine, come questa, scattata il 21 novembre:
Il movimento dell'aria sposta le masse della pianta maledetta, l'elodea, concentrandole in alcuni settori della Vasca, come testimonia quest'altra immagine di Luigi.
Il vegetale non è radicato al fondo, come precisa in una nota inviataci lo stesso Luigi. E pensare che "....l'uomo del "barchino" voleva arare la Volano....", commenta ancora Luigi. Uomo del "barchino"? Le nostre indagini per risolvere il problema elodea continuano sempre. Ci siamo rivolti a una persona che possiede una barca che parrebbe adatta alla bisogna. Il personaggio in questione, durante un sopralluogo, sosteneva, appunto, che si dovesse grattare come si deve il fondo del bacino. Ah, beata innocenza! L'azione avrebbe provocato, in ordine sparso: danni irrimediabili al telo che impermeabilizza il tutto, una denuncia per il nostro gruppo con conseguente pagamento di penali e risarcimenti, e, risultato ipotizzabile e beffardo, rimessa in circolo di nutrienti salutati con piacere dall'odiata erbaccia.

Il vento non spazza solo la Vasca ma anche il cielo. Il 22 novembre ancora Luigi D ci offre una bella rassegna di immagini, parole e musica della Volano:
















La macchie bianche visibili sono gabbiani comuni. La specie era già giunta in zona nello scorso settembre: qualche timida puntata di pochi esemplari. Con l'incombere dell'inverno - quello canonico, legato ai moti del Pianeta e definito dal calendario, e un poco differente come collocazione rispetto a quello biologico -, il contingente si fa più nutrito. Gaetano Nava la vede così:

Curiosa quest'immagine: le folaghe nel settore più scuro, infestato dall'elodea, i gabbiani nella zona libera dalla pianta.
Vento e gabbiani.... In quest'ultima foto, di Luigi D, qualche acrobazia in volo: per un paio di giorni la Volano sembra l'Atlantico.