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giovedì 6 agosto 2009

4 agosto 2009 Di ritorno: una mattinata d’agosto alla Volano – Un piccolo viaggio nella dieta dell’airone

Dopo una lunga assenza dovuta ad impegni in terre germanofone, rieccomi alla nostra Vasca. La prolungata lontananza non può non stimolare uno storico paladino di questo luogo ad una visita. A tutto si aggiungono le note inviate nelle scorse settimane dagli altri degni compari. E le segnalazioni interessanti, come racconta GaeNava in altro articolo (2 agosto), non sono del resto mancate.
Sono le 7.30 solari, come recita il mio taccuino di campo, quando il sottoscritto arriva sul posto. Con me Alessandra Riva da Muggiò. Con binocolo e cannocchiale setacciamo i campi e lo specchio d’acqua. Con calma e pazienza agostane. Solo agostane? Non direi: i ritmi di chi osserva ciò che ci circonda non possono – e non devono – mai essere troppo frenetici. L’aria ferma e la luce di mezza estate ci mettono in ogni caso del loro. E come è d’uso in queste circostanze, ci scambiamo poche e essenziali parole. Il silenzio non ha bisogno di essere riempito, se non dallo sguardo che indaga qua e là. L’Ale scatta istantanee: l’obbiettivo permette solo panoramiche e foto ravvicinate. Per gli altri settori, rivolgersi ai vari Gaetano e Marco. Un paio di aironi cenerini bazzicano la Vasca. Ci offrono varie pose; alcune curiose, ai limiti dell’inusitato. Un airone allunga il collo, quasi fosse un tarabuso. Li cogliamo anche immersi in acqua come neanche un’anatra. 4-5 gabbiani comuni si muovono sopra la Vasca. Presenza singolare e prematura. Di solito comparivano più avanti. Una rondine solitaria: tra un paio di settimane cominceranno per questi animali i raduni, prologo del lungo viaggio verso i quartieri invernali. La Volano costituirà utile tappa, o punto di partenza. Trovo la marzaiola segnalata da Gaetano nei giorni scorsi. Due giovani di nitticora sono nascosti a bordo Vasca: uno sul lato ovest, sotto un salice, l’altro sul lato orientale, nel canneto. La specie ha abitudini crepuscolari e notturne, di giorno usa invece sonnecchiare. Non dormono folaghe e gallinelle, più che mai in movimento.
Nella Vasca sono visibili le masse di piante acquatiche esotiche e infestanti. La situazione appare però migliore rispetto all’estate 2008. Dal mio quaderno di campo: “la massa verde copre i settori SE e SW, la parte centrale dei lati orientale e occidentale…sul lato nord c’è una chiazza posta al centro e una striscia che punta in diagonale NE-SW dal bordo verso il centro….. un’ampia chiazza centrale è invece libera…”. Vedaremm.

Qui di seguito una serie di immagini che illustrano, alla buona, la situazione.

Visuale da nord





Visuale da est

Le patine opache sulla superficie sono rappresentate appunto dai vegetali infestanti. Come si nota, ci sono estese aree libere.




Un gheppio batte l’area a ovest della Vasca. Un gruppo di fringillidi (verdoni) si muove a pendolo nel settore a S-SW. Sono circa 25.



Sullo scivolo in asfalto che conduce alla Vasca troviamo questi escrementi.




La chiazza chiara fa pensare subito all’airone. Le fatte di questi volatili sono vere e proprie secchiate di materiale liquido. Ho provato l’esperienza diretta: delle docce tutto sommato nemmeno troppo schifose. Del resto, come disse un volta il grande Virginio Bettini, “..gli ambientalisti sono quelli che mettono le mani nella m….”. Non solo le mani, a onor del vero, in questi casi.

Qui oltre alla parte liquida – la chiazza biancastra – c’è anche materiale solido. Si tratta di cilindretti di colore bruno-grigiastro. Andando a memoria, è la prima volta che mi capita: di solito ho osservato, appunto, le schiazzate di cui sopra.

Porto a casa classici campioni che faccio asciugare al solleone. L’odore è acre e aspro, con una punta di pesce. Il microscopio permette un esame approfondito. Saltan fuori scaglie e altri frammenti di pesce, che vedete riportati qui sotto, ingranditi 40 volte.

E dalla massa seccata sbuca anche una mascella di avannotto, o giù di lì.

Una puntata in internet permette di trovare qualche notizia. Questo sito americano parla di un parente del nostro, il grey blue heron (Ardea herodias).

A proposito di fatte, dice:
“….semi-liquide e per lo più bianche… fatte solide hanno lunghezza di 2-3 pollici e contengono tracce di pesce, rane, piccoli roditori e altre prede…”
Questo il testo riportato nel sito:
"Droppings and pellets: Great blue heron droppings are semi-liquid and mostly white. Solid droppings vary from 2-3 inches in length, and contain signs of fish, frogs, small rodents, and other prey. The ground beneath nests can become coated with droppings. Undigested material may also be coughed up as pellets."

Matteo Barattieri

sabato 18 ottobre 2008

11 ottobre 2008 La Canottieri Volano di nuovo in azione

foto: Luigi D'Amato, Raffaella Sala, Matteo Barattieri

All'alba, più o meno, di una bella giornata di ottobre. Riecco in azione la Canottieri Volano. Non c'è tutto il gruppo che segue le avventure della Vasca. Oltre al sottoscritto sono presenti Raffaella Sala e, soprattutto, Luigi D'Amato e Luigi Villa: al primo spetta il compito di guidare le operazioni di terra, al secondo sono affidate briglie e redini, verrebbe da dire visto il cappello in perfetto stile bonelliano.


















La volta scorsa ero assente, giustificato. Per questa seconda puntata non sarei mancato per niente al mondo. Caspita: vedere la Vasca da angolazione, disemm inscì, da folaga. E poi, ad aggiungere ulteriori emozioni: in barca con Luigi "l'arch." Villa. Architetto sui generis il nostro. Presso noi naturalisti la categoria non gode generalmente di grande stima: non ne apprezziamo l'eccessiva ubiquità e saccenteria, mischiate a spesso nulle o quasi conoscenze nei settori delle scienze naturali e del'ecologia. Il Villa è di tutt'altra razza: micologo, botanico, esperto di microabitanti delle acque e altro ancora. Soprattutto, ha sempre dimostrato molta attenzione alle tante esigenze degli abitanti, vegetali e animali, della Volano.

Dopo la, doverosa, sviolinata, veniamo al sodo. Scopo della gita in barca? Fare un sopralluogo per indagare sulle condizioni dei vegetali esotici che stanno infestando le acque. La foto a sinistra parla da sola: le masse di elodea sono sempre impressionanti.
C'è mica solo quella. La foto qui sotto mostra anche la wolfia, altra pianta esotica e devastante; ricorda un poco la nostrana lenticchia d'acqua.






Se osserviamo attentamente notiamo come si distinguano facilemnte le aree occupate dalle due essenze. Le zone con superficie più densa sono territorio dell'elodea, la wolfia dà luogo a settori a minore densità e di colore più chiaro.

La parte centrale del bacino presenta netta prevalenza di wolfia. Raccogliamo anche un campione di acqua con le due piante.














Spedizione scientifica in piena regola, dunque. Sotto la guida sapiente del'arch. prendiamo anche delle misure della profondità del manto d'acqua. Semplici gli strumenti: un'asta in metallo, una bindella e l'immancabile mappa dell'area.

La Vasca non ha fondo piano, ma inclinato: piega infatti verso nord, verso il tubo di scarico dell'impianto. Per le misure seguiamo un trasnetto, lungo l'asse mediano del bacino. La profondità massima, nel mezzo, è di 2,50 metri. A ridosso del lato sud fanno invece 1,60 metri.
















L'elodea e la wolfia non sono gli unici abitanti esotici e poco graditi. Ci sono anche le arcinote tartarughe americane, che i soliti imbecilli scaricano in ogni dove. Un esemplare galleggia da qualche tempo, morto. Una rana fa capolino dall'acqua. Foto miserrima, va detto: il sottoscritto non ha nè mezzi nè, soprattutto, capacità adeguate






Nella zona sud troviamo un'altra carogna: un germano reale.

La natura ha già provveduto a spolparne testa e collo. Il sospetto è che non si tratti di morte per cause ordinarie: Luigi V nota i segni di una fucilata. In barba ai divieti del Comune di Agrate, gli "amici della natura" (si definiscono così) sono entrati a sparare.







Riguadagnamo terra. Luigi V piazza un dischetto di metallo a riva. Scopo: tenere sotto controllo le variazioni del livello. E' un dato molto importante per pianificare i futuri interventi e per conoscere più a fondo le dinamiche della nostra Volano.