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venerdì 24 dicembre 2010

Vita grama..

Neve, gelo, ghiaccio..
Brutto periodo per gli abitanti della Vasca.
La ricerca del cibo diventa frenetica, la sopportazione del freddo è incredibile.
Sotto una breve carrellata di foto. Credo che rendano meglio l'idea piu' di tante parole per descrivere questo momento un po' difficile per i nostri amici della Volano.

Ghiaccio sulla Vasca (19 dic 2010).













Frutti di rosa canina (18 dic 2010) e orme sulla neve (19 dic 2010).














Codibugnolo (18 dicembre 2010) e gheppio (18 dicembre 2010).














Migliarino di palude (dicembre 2010) e peppola (6 dicembre 2010).














Saltimpalo (6 dicembre 2010) e migliarino di palude (dicembre 2010).
Tracce di volpe (18 dicembre 2010).

giovedì 6 agosto 2009

4 agosto 2009 Di ritorno: una mattinata d’agosto alla Volano – Un piccolo viaggio nella dieta dell’airone

Dopo una lunga assenza dovuta ad impegni in terre germanofone, rieccomi alla nostra Vasca. La prolungata lontananza non può non stimolare uno storico paladino di questo luogo ad una visita. A tutto si aggiungono le note inviate nelle scorse settimane dagli altri degni compari. E le segnalazioni interessanti, come racconta GaeNava in altro articolo (2 agosto), non sono del resto mancate.
Sono le 7.30 solari, come recita il mio taccuino di campo, quando il sottoscritto arriva sul posto. Con me Alessandra Riva da Muggiò. Con binocolo e cannocchiale setacciamo i campi e lo specchio d’acqua. Con calma e pazienza agostane. Solo agostane? Non direi: i ritmi di chi osserva ciò che ci circonda non possono – e non devono – mai essere troppo frenetici. L’aria ferma e la luce di mezza estate ci mettono in ogni caso del loro. E come è d’uso in queste circostanze, ci scambiamo poche e essenziali parole. Il silenzio non ha bisogno di essere riempito, se non dallo sguardo che indaga qua e là. L’Ale scatta istantanee: l’obbiettivo permette solo panoramiche e foto ravvicinate. Per gli altri settori, rivolgersi ai vari Gaetano e Marco. Un paio di aironi cenerini bazzicano la Vasca. Ci offrono varie pose; alcune curiose, ai limiti dell’inusitato. Un airone allunga il collo, quasi fosse un tarabuso. Li cogliamo anche immersi in acqua come neanche un’anatra. 4-5 gabbiani comuni si muovono sopra la Vasca. Presenza singolare e prematura. Di solito comparivano più avanti. Una rondine solitaria: tra un paio di settimane cominceranno per questi animali i raduni, prologo del lungo viaggio verso i quartieri invernali. La Volano costituirà utile tappa, o punto di partenza. Trovo la marzaiola segnalata da Gaetano nei giorni scorsi. Due giovani di nitticora sono nascosti a bordo Vasca: uno sul lato ovest, sotto un salice, l’altro sul lato orientale, nel canneto. La specie ha abitudini crepuscolari e notturne, di giorno usa invece sonnecchiare. Non dormono folaghe e gallinelle, più che mai in movimento.
Nella Vasca sono visibili le masse di piante acquatiche esotiche e infestanti. La situazione appare però migliore rispetto all’estate 2008. Dal mio quaderno di campo: “la massa verde copre i settori SE e SW, la parte centrale dei lati orientale e occidentale…sul lato nord c’è una chiazza posta al centro e una striscia che punta in diagonale NE-SW dal bordo verso il centro….. un’ampia chiazza centrale è invece libera…”. Vedaremm.

Qui di seguito una serie di immagini che illustrano, alla buona, la situazione.

Visuale da nord





Visuale da est

Le patine opache sulla superficie sono rappresentate appunto dai vegetali infestanti. Come si nota, ci sono estese aree libere.




Un gheppio batte l’area a ovest della Vasca. Un gruppo di fringillidi (verdoni) si muove a pendolo nel settore a S-SW. Sono circa 25.



Sullo scivolo in asfalto che conduce alla Vasca troviamo questi escrementi.




La chiazza chiara fa pensare subito all’airone. Le fatte di questi volatili sono vere e proprie secchiate di materiale liquido. Ho provato l’esperienza diretta: delle docce tutto sommato nemmeno troppo schifose. Del resto, come disse un volta il grande Virginio Bettini, “..gli ambientalisti sono quelli che mettono le mani nella m….”. Non solo le mani, a onor del vero, in questi casi.

Qui oltre alla parte liquida – la chiazza biancastra – c’è anche materiale solido. Si tratta di cilindretti di colore bruno-grigiastro. Andando a memoria, è la prima volta che mi capita: di solito ho osservato, appunto, le schiazzate di cui sopra.

Porto a casa classici campioni che faccio asciugare al solleone. L’odore è acre e aspro, con una punta di pesce. Il microscopio permette un esame approfondito. Saltan fuori scaglie e altri frammenti di pesce, che vedete riportati qui sotto, ingranditi 40 volte.

E dalla massa seccata sbuca anche una mascella di avannotto, o giù di lì.

Una puntata in internet permette di trovare qualche notizia. Questo sito americano parla di un parente del nostro, il grey blue heron (Ardea herodias).

A proposito di fatte, dice:
“….semi-liquide e per lo più bianche… fatte solide hanno lunghezza di 2-3 pollici e contengono tracce di pesce, rane, piccoli roditori e altre prede…”
Questo il testo riportato nel sito:
"Droppings and pellets: Great blue heron droppings are semi-liquid and mostly white. Solid droppings vary from 2-3 inches in length, and contain signs of fish, frogs, small rodents, and other prey. The ground beneath nests can become coated with droppings. Undigested material may also be coughed up as pellets."

Matteo Barattieri

domenica 12 aprile 2009

Marzo 2009 - Lo Sherlock Holmes della Volano


Foto: Gaetano Nava

Più che a scenari della Londra di fine ‘800, in effetti, le foto delle carogne rinvenute rimandano a echi noir o pulp, o a sequenze da cinema splatter. Le deduzioni del nostro Luigi D. sono invece degne del personaggio di Conan Doyle. Ricordate i pochi resti del misterioso pesce divorato e spolpato? E il cadavere di folaga? Tutta roba rinvenuta, il 23 febbraio 2009, a non poca distanza dalla Vasca.

Dopo qualche tempo Luigi D prova una ricostruzione. “…..qualche pescatore potrebbe avere involontariamente portato a riva una folaga, per poi abbandonarla sullo sterrato di accesso all’area….”. L’ipotesi potrebbe quadrare. Pescatori? Già. Da un po’ è terminata la stagione di caccia, con il suo tributo di animali uccisi e con i danni alla recinzione, cui vanno sommati i continui rischi per i frequentatori dell’area e per chi lavora ai capannoni. Tocca ora ai pescatori disturbare la povera Volano. Non hanno alcun diritto di accesso alla zona, ricordiamolo: nonostante questo, siamo costretti più di una volta a chiedere agli abusivi di lasciare immediatamente la Vasca.

Il famoso pesce spolpato potrebbe avere subito la stessa sorte della folaga.
E questa anatra?



Il 22 marzo 2009 non è soltanto una giornata di festa. A pochi metri dal gabbiotto, un’anatra spiumata. Chi potrebbe predare un’animale così grande? Un allocco? Difficile…. Molto probabilmente qualche rapace ha approfittato della situazione per un gradito, inatteso e succulento pasto. Aspettiamo pazienti del nuove deduzioni di Luigi D.

Tornando ai cacciatori, nel mese di marzo abbiamo rivenuto un altro bossolo dentro l’area cintata, a pochi metri dal bordo della Vasca.

giovedì 5 marzo 2009

Febbraio 2009 - Alcune osservazioni e, al solito, qualche mistero

Il mese di febbraio mi ha visto, ahimé, lontano dalla Vasca. Per fortuna pensano Luigi D’Amato e Gaetano Nava a battere l’area.

Gaetano raccoglie un po’ di osservazioni, con foto annesse.
Il 7 febbraio si fan rivedere le anatre, la stagione degli spari non è terminata invano. Gaetano segnala un paio di moriglioni.

e 3 coppie di germani.

Non mancano i gabbiani, Gaetano ne ha contati una cinquantina, sempre il 7 febbraio. Presenze invernali, e canoniche.
L’albanella reale è ancora tra noi, eccola immortalata il 19 febbraio.

Dal solito Gaetano? Nossignori: questa volta il merito è di Luigi D’Amato. Gustiamoci la bella immagine di Luigi. Anche il lettore meno addentro alle segrete cose, per dirla con il sommo poeta, coglie in modo immediato il caratteristico modo di muoversi del pennuto. A differenza di altri rapaci, il volo occupa traiettorie a non grande distanza dal terreno, e poste sopra ad arbusteti, incolti, distese erbose…

E l’altro svernante di lusso, ovvero l’averla maggiore? I nostri appassionati lettori non temano: per tutto febbraio è stata in zona. E cantava, anche, la nostra, e di buona lena. Gaetano l’ha censita anche il 28 febbraio. Quel giorno insieme alle avvisaglie di primavera

Gaetano immortala anche, disemm, l’onda lunga dell’inverno: un bell’assembramento di fringuelli, intenti a pasturare.
Non passa mese senza che la Volano solletichi gli amanti del brivido e del mistero. Qui però nemmeno le menti più sopraffine del mondo dell’investigazione potrebbero. In attesa che nasca una Lisbeth Salander – o un Mikael Blomqvist, per stare in tema – delle scienze naturali, eccovi serviti.

Va bene tutto, ma chi diavolo ha portato questa folaga fino quasi al punto di accesso all’area, ovvero a distanza non indifferente dalla Vasca, ambiente naturale di questi animali? A scoprire il cadavere Luigi D'Amato, il 23 febbraio 2009.

E cosa dire del pesce?

Parrebbe vittima di una lontra. La cosa divertente è che anche questo malcapitato animale è stato trovato, sempre da Luigi D’Amato il 23 febbraio 2009, nella zona di accesso all’area, poco lontano, tanto per ingarbugliare ancora di più le cose, dalla folaga di cui sopra.

Più semplice è individuare il colpevole per la vittima i cui resti appaiono qui sotto.
Le penne del piccione sono nettamente spezzate, lavoro tipico di un mammifero carnivoro. Gli uccelli sono molto più delicati o, meglio, non hanno denti, quindi non possono rompere le penne.

Le penne di cui sopra sono state rinvenute sotto il traliccio che troneggia sul prato a nord della stradina di accesso all’area. Questa volta lo scopritore è Gaetano.

Qui sotto le tracce sono numerose.


Il luogo è spesso utilizzato da rapaci: il gheppio è stato visto in più di una occasione da queste parti.

Gaetano ha raccolto anche alcune interessanti borre. Ma questa è un’altra storia.

Il 22 febbraio 2009 trovo il terreno costellato da buchi di roditori. Sono tanti, e dappertutto. Mi viene un’idea per le attività coi bambini delle terze….














venerdì 9 gennaio 2009

dicembre 2008 - Un finale all'inglese

Le foto degli uccelli sono di Gaetano Nava

Ognuno ha i riferimenti culturali che si merita. Chi un po’ di lustri fa seguiva il mondo della pedata come il sottoscritto – tuttora appassionato calciatore ma ormai poco o per niente interessato a seguire le vicende di questa disciplina da spettatore, anche semplicemente televisivo – si affezionava a classici stereotipi. Stereotipi ancora più amati se riguardavano il calcio britannico, grande passione all’epoca, si parla dei ’70, per lo scrivente, quando gli undici in campo potevano davvero definirsi d‘Oltremanica: le valanghe di stranieri dovevano ancora venire. Tra questi classici topoi si inseriva il caratteristico “finale all’inglese”. La locuzione indicava gli assedi finali alla porta avversaria, specie contro squadre di altre lande, alla ricerca di segnature risolutive. Va da sé che tali finali potevano divenire esplosivi.
Prologo un po’ lungo, complice anche una punta, e qualcosa in più, di nostalgia. La fine del 2008 ha regalato ai paladini della Volano una sorta di finale all’inglese vecchia maniera.

L’averla maggiore riappare tra noi. Gaetano Nava non manca di fissarla a memoria, disemm, imperitura.



Attenzione alle averle maggiori, raccomandano i super esperti. Potrebbe trattarsi di qualche sottospecie particolare, e rara per il nostro paese. Le foto di Gaetano, scattate come al solito in condizioni quasi proibitive, smorzano da subito qualsivoglia vagheggiamento di rarità: è Lanius excubitur, la forma tipica delle nostre zone. Poco male; ci consoliamo con un dato significativo. La maggiore sembra ormai presenza stabile. Un sforzo in più – leggi ulteriore frequentazione della Vasca – e può raggiungere lo status di svernante. Se si considera che in questo periodo le averle maggiori in Lombardia non saran più di una decina – si fa riferimento a dati provenienti da varie liste di posta elettronica –, si coglie il valore di questa presenza.


Il 22 dicembre faccio una breve puntata. Niente di significativo da segnalare. Verso il tramonto si materializza la sagoma di Marco Quirico, dipendente del Comune di Agrate. Marco è l’addetto alla sala macchine. Il livello dell’acqua è ancora un poco sopra l’accettabile: bisogna mettere in funzione l’impianto di pompaggio per togliere un po’ di liquido in eccesso. Ottima occasione per entrare nel gabbiotto dove è piazzato l’impianto: un dietro le quinte sempre gradito. Qualche immagine illustra l’interno del gabbiotto.

Forse non sono suggestive come, esempio, le istantanee d’autunno di qualche settimana prima. Ma c’è sempre il fascino, sui generis e talora un poco perverso, di scantinati e luoghi ai margini, occultati spesso ai più. Spazi che possono essere anche forieri di osservazioni, ebben sì, naturalistiche. È da qui, del resto, che si era riparato il barbagianni. Sotto sotto spero di vederlo sbucare. Niente da fare. C’è però qualche traccia: le chiazze di escrementi ben visibili nelle immagini qui sotto: tutto quel che rimane della permanenza del nostro. Avevo già messo in saccoccia un paio di borre la volte scorsa.
Un finale che si rispetti, all’inglese o meno, deve piazzare un colpaccio. È il 28 dicembre 2008 quando Gaetano Nava si trova a tu per tu con un’albanella reale maschio. Le foto rendono da sole la bellezza del rapace.
L’albanella rimane in zona per almeno 3 giorni. Gaetano la osserverà ancora il giorno 30 dicembre. È un classico (e prezioso: la popolazione europea è in contrazione) migratore/svernante per le nostre terre. E l’ennesimo rapace a fare capolino alla Volano. Non basta: è la specie numero 111 dalla fine di aprile 2007 per la Volano. Come da copione, batte soprattutto le fasce incolte.

Il 29 dicembre c’è anche Edoardo Manfredini (della lista CROS Varenna) da queste parti. Edoardo rileva a sua volta la presenza dell’averla maggiore. Nel suo resoconto alla lista aggiunge anche le peppole, miste ai fringuelli e ai verdoni. Beata inconsapevolezza: il bravo Edoardo, che ringraziamo, è perfettamente ignaro del valore delle sue osservazioni. La peppola: specie 112 per la Vasca. Certo, è specie comune, tipica presenza invernale dalle nostre parti. Questo colorato fringillide si mischia sempre molto volentieri con altre specie simili.

La settimana successiva, il 3 gennaio 2009, io e Alberto Confalonieri censiremo 50-70 peppole insieme a 30-50 fringuelli, e 4-5 verdoni. Ma queste sono altre storie…..

martedì 28 ottobre 2008

25 ottobre 2008 Alla Volano: averla maggiore e tracce

Foto. Luigi D'Amato, Gaetano Nava, Matteo Barattieri

25 ottobre 2008: una mattinata alla Volano. Non ci sono molti volatili in giro: il disturbo dei cacciatori si fa sempre sentire, anche se oggi non sono molti (4-5 in tutto). E' utile in ogni caso essere presenti, anche per tenerli sotto controllo. La recinzione è ancora abbassata, e ciò potrebbe indurli ad entrare, come è già successo.

Questa la situazione il 23 ottobre 2008, da un'immagine di Luigi D'Amato. Luigi è anche intervenuto, strappando il rampicante, causa prima, per effetto vela, del piegamento della recinzione. Secondo Luigi, i pescatori abusivi hanno ripreso a entrare. Ecco cosa ci ha raccontato il 23 ottobre: "......mi porta ad affermare che sono tornati i pescatori, una zona li vicino è "spianata" segno che qualcuno vi ha sostato, risalendo il pendio, la rete in quella posizione è stata rotta (foto qui sotto n.d.r.) ...nuovo buco quindi."

Ma veniamo a cose più piacevoli. Oggi dominano i pettirossi, qui un esemplare in una foto di Gaetano Nava.

I fringillidi si vedono poco: faranno un'apparizione fugace verso la fine della mattinata. I pettirossi sono invece molto attivi, uno canta ripetutamente dalla cima di un phragmites (la classica canna di palude). Un saltimpalo maschio si mostra sulla recinzione. Annoto anche che ultimamente i passeri sono quasi spariti: nella seconda metà della mattinata 2-3 esemplari faranno un rapido giro dalle parti della Vasca, spaventati dagli spari. Questa scomparsa ei passeri meriterebbe in ogni caso un approfondimento, annoto sul quaderno di campo e mentalmente.

Occhi in alto, occhi in basso: dedico un poco di tempo alle tracce. A ridosso del lato est della recinzione, trovo questi escrementi.

Come si vede, non sono molto grandi e non permettono di riconoscere particolari resti. Meritano successive indagini.














Torno al cancello della Vasca. Il basamento della recinzione lì vicino è un'autentica fabbrica di tracce, borre in particolare. Molto probabilmente questo punto è apprezzato dagli uccelli: una sorta di tavola da pranzo e luogo dove dedicarsi alla digestione con calma. La foto a sinistra mostra il punto: il basamento sotto il cartello giallo. Le altre due immagini mostrano la borra rinvenuta. Non è molto grande, e non sembrerebbe di rapace notturno. Le borre di civette e affini hanno normalmente un aspetto più untuoso. Anche questa traccia merita ulteriori approfondimenti.

















Vicino al gabbiotto dove è installata la pompa della Vasca trovo questo escremento: i semi visibili sono di fitolacca, una pianta esotica infestante. I suoi frutti sono graditi dagli uccelli: con buona probabilità la traccia in questione è di merlo.


Entro nell'area della Vasca. Anche qui le tracce non mancano: un altro escremento con semi di fitolacca. Luogo di ritrovamento: lo scivolo artificiale che porta al bacino d'acqua.

Sul lato est della Vasca, un'apparizione gradita: averla maggiore. Sarà la stessa vista altre volte? Mah.....
Poco lontano dalla base dello scivolo ci sono questi resti di predazione. Folaga o gallinella? A breve un verdetto.
Purtroppo spari improvvisi dalla siepe posta lungo il lato sud della recinzione spaventano i volatili. L'averla sparisce. Uno dei cacciatori si diverte a danneggiare un albero, facendo scempio di rami e foglie. Non gli basta uccidere gli animali?

Lo sterrato che parte dall'ingresso all'area (lato agratese) e porta al vivaio è costellato di noci rotte. Sono le cornacchie le responsabili: dall'alto fan cadere i frutti per poi mangiarseli, una volta rotti dall'impatto al suolo. Grandi!!!















Le noci rotte diventano molto gradite per diversi insetti, che si ammassano all'interno, per approfittare dei resti. In particolare sono molto numerosi questi emitteri. Le foto non sono il massimo: non mi chiamo mica Gaetano Nava.