giovedì 11 febbraio 2010

Premio Saltimpalo d’Oro 2009: un plebiscito per Gaetano

Il Premio, giunto alla sua seconda edizione, vuole premiare chi si è distinto maggiormente nell’ambito della Volano.
Per il 2008 venne premiata Margherita “Marghebra” Brambilla. Poco presente sul campo, la nostra si è ben meritata l’onorificenza per il grande lavoro, impegnativo e logorante, dietro le quinte, nella fattispecie al’interno del Palazzo. Il suo contributo è stato decisivo per portare a casa i finanziamenti che stanno mettendo in moto camion e ruspe in questi giorni.

Per il 2009 il premio non poteva andare che a Gaetano Nava. Queste le motivazioni della sua candidatura, espresse dalla giuria (che ha un solo membro, il sottoscritto):
“Per l'assiduità, le belle foto, la raccolta continua di dati, le segnalazioni, gli aggiornamenti al blog, e il pizzico di umorismo. E tanto altro...."
Un plebiscito per il nostro. Bravo Gaetano, e avanti così.

sabato 6 febbraio 2010

Cronache dal cantiere: 3 e 4 febbraio 2010

Procedono i lavori. Le due foto che seguono, di Luigi D'Amato, risalgono al 3 febbraio 2010.


I camion oggi trasportano anche dei massi, che vediamo nella foto. Anche queste immagini sono datate 3 febbraio 2010.

Costituiranno il sottofondo su cui realizzare la penisola, secondo i desiderata del Villa. La ruspa li getta via via in acqua, per poi buttarci sopra la terra portata qui nei giorni scorsi.



Funziona: come si vede nelle immagini, l’accoppiata terra-massi permette di sostenere il peso della ruspa. E la penisola avanza (vedi articolo più sotto per ulteriori spiegazioni).


Il 4 febbraio 2010 Luigi D’Amato è sul posto per proseguire il “diario di bordo”, per usare le sue parole. Ecco quanto ci scrive:
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Il diario di bordo di questa mattina, con l'ausilio di un paio di istantanee, evidenzia e "esalta" (a mio giudizio) la vastità della vasca, infatti nonostante l'andirivieni di camion di questi due giorni la "lingua" di terra che si allunga nell'acqua è quasi insignificante
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E la Volano va....
Matteo Barattieri

6 febbraio 2010 – Metti un sabato pomeriggio alla Volano – Il progetto, il futuro

Io lo odio, il Luigi Villa. Sabato pomeriggio è per il sottoscritto sacro, dedicato ad un rito che si ripete, immutato e immutabile, da decenni: la partita di pallone, sui prati del Parco di Monza. Il calcio vissuto come pura passione, a livello iperamatoriale. Cosa ti combina, diavolo di un architetto, il Luigi? Chiama a raccolta i paladini della Vasca per le ore 15, oggi sabato, più o meno in coincidenza, il destino si fa al solito beffardo, con il calcio di inizio al Parco. Semel in anno, ma sa diss… Qualcuno del gruppo marca visita, ma un nucleo è presente. È l’occasione per fare il punto sui lavori, e per immortalare in un filmato che sarà presto in rete, i racconti del nostro architetto.

I nostri lettori vorranno sapere con maggior precisione cosa bolle in pentola. Procediamo per punti.

La risistemazione delle sponde. Anche chi non è stato alla Vasca si è fatto un’idea della morfologia del sito. Sponde rettilinee, come tracciate con riga e squadra, una scarpata incombente, inesorabilmente monotona, sullo specchio di acqua: di naturale c’è ben poco. Il Pianeta ha nelle linee curve e nelle irregolarità alcuni tra i suoi tratti più caratteristici. Il progetto di sistemazione e riqualificazione del luogo va proprio in questa direzione: aggiungere irregolarità e linee arrotondate, elementi forieri di maggiore biodiversità. Il tutto tenendo conto di esigenze legate alla situazione attuale. Ne abbiamo discusso tra o noi più e più volte. E abbiamo individuato i punti in cui risagomare le sponde. I criteri adottati prevedono di non toccare quei settori che hanno già un significato ecologico indiscutibile. Su tutti, l’angolo sud-orientale, dove si è sviluppata una fascia di canneto sufficientemente ampia. Luigi V prevede anche di non toccare le piante già presenti. Parrebbe obbiettivo scontato, ma non sempre è così. Il nostro ha dovuto anche definire in modo preciso i movimenti di camion e ruspe per evitare che venissero toccati gli alberi in piedi.

Negli scorsi articoli abbiamo trattato degli interventi localizzati sulla sponda occidentale: qui nascerà una appendice della riva, con nascita di un corta penisola. In futuro, a poca distanza dalla penisola sorgerà un’isola: per il momento il progetto è tenuto in caldo nei cassetti. Sull’angolo sud-occidentale la sponda verrà rifatta: assumerà forma a mezzaluna, con la schiena puntata verso l’acqua. Si creerà in questo modo un settore a bassissima profondità, utile per gli uccelli che si nutrono nel fango (i limicoli, per usare gergo da tecnici). Su questa parte incomberà una parete in terra, che verrà contenuta da massi e sassi. La parete in terra vorrà favorire uccelli come il martin pescatore e il gruccione.

Sul settore orientale, la risagomatura interesserà non già le parti più immediatamente a ridosso dell’acqua, ma gli ambiti più distanti, che verranno resi più curvi e saranno dotati di profilo più morbido. In questa zona Luigi V darà vita a piccoli dossi, allo scopo di rendere più vario e mosso il paesaggio.
Le piantumazioni rappresenteranno un importante passo. Con la consulenza di Paolo Rovelli e Dario Porta, il nostro architetto ha selezionato diverse specie, tra arbusti e alberi. Il numero complessivo non sarà trascurabile. Come consigliato sin dall’inizio dal sottoscritto, e da altri, non verrà creato un bosco, ma fasce e chiazze ad alberi e arbusti. A breve vi faremo avere una lista delle specie che saranno utilizzate.
Un’idea maturata di recente è la creazione di aiuole che serviranno a fornire riparo e cibo alle farfalle. Sul tema stiamo dibattendo in questi giorni. Le problematiche sono diverse: gestione dell’impianto, soprattutto nelle prime fasi, scelta delle essenze, collocazione precisa. Vi aggiorneremo.
Per concludere, una rete più resistente dell’attuale verrà tesa, più all’esterno rispetto alla collocazione presente. Avrà un’altezza di 1,20 metri. Tra la base della rete e il terreno sarà lasciato uno spazio, 20 centimetri di altezza, che permetterà gli spostamenti della fauna.

Non dimentichiamo però i visitatori: un percorso si estenderà lungo parte del lato nord e del lato orientale. Un capanno di osservazione sarà installato sulla collinetta.
Una bella luce ci accompagna durante la visita. Intorno alla Vasca girano circa 40 gabbiani comuni.


Matteo Barattieri

giovedì 4 febbraio 2010

La Volano fa 124 - un salto al novembre 2009

Lo so, lo so. Sono in colpevole ritardo coi tempi. La notizia è rimasta, purtroppo, nella tastiera del pc. Il 9 novembre 2009 il solito GaeNava segnala la presenza di una cornacchia nera in mezzo alle grigie. È la specie numero 124 dall’inizio della nostra avventura.
Val la pena fare qualche commento. Per prima cosa occorre ricordare che da qualche tempo gli esperti di sistematica e tassonomia hanno separato le due specie, a lungo considerate due sottospecie. La questione è ancora in parte dibattuta, ma accettata dalla maggioranza delle liste. La cornacchia nera ha il suo areale di distribuzione europeo così composto: fascia compresa tra le Alpi e la Danimarca, Inghilterra e Galles, Penisola Iberica. A sud delle Alpi la presenza è localizzata e sporadica. Nel Parco di Monza è presente qualche esemplare. Stime parlano di 2-3 esemplari. Tende ad ibridarsi con la cugina: gli incroci sono facilmente riconoscibili.
Matteo Barattieri

1 febbraio 2010 - Un grande giorno: poesia delle ruspe

Ruspa: facile e abusato stereotipo vuole che il termine sia inguaribilmente odioso per ambientalisti e affini. Come è abituale, uno stereotipo è ben lungi da essere regola assoluta, ma vive e si autoalimenta col compiacimento e il favore della massa, sottoscritto incluso, che gradisce e coltiva non pochi appartenenti alla categoria indicata. Alla base, il rassicurante e confortevole ambito della reiterazione. Vedere in azione ruspe e gru, che stanno ahinoi infestando lo scenario della nostra malcapitata Lombardia, tormenta l’ecologista che è in noi? Certo, ma, come detto, ci sono ovvie e brave eccezioni.

È l’1 febbraio 2010, e a raggiungere la Volano sono ospiti tanto nuovi quanto lungamente attesi. Trattasi di mezzi deputati all’edilizia, anzi al movimento terra. Sissignori, si aprono le danze: cominciano i lavori di riqualificazione della nostra adorata Vasca. Primi passi verso traguardi che speriamo luminosi: un’oasi, pensa te, un santuario della natura nell’urbanizzato impensabile e appiattente.

A dare la notizia è lo stesso Luiss Villa, progettista dei lavori, oltre che appassionato paladino della Volano e guardiano della sua memoria storica, come vogliono anagrafe e, soprattutto, provenienza. Dal comunicato dell’architetto sembra trapelare poco o nullo entusiasmo, ma tra le righe non manca di leggersi giustificata emozione. È un gran giorno, atteso e voluto, caparbiamente voluto da tutti noi. Il progetto di riqualificazione del sito si propone di migliorarne il valore ambientale e arricchirne la biodiversità. Ma ne tratteremo diffusamente via via. Lasciamo la parola al nostro arch. Villa, che così ci racconta in un messaggio dell’1 febbraio:


Foto Luigi Villa

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Ciao a tutti.
Non spaventatevi dell'oggetto! La foto allegata (vedi sopra n.d.r.) documenta L'INIZIO DEI LAVORI ALLA VASCA VOLANO!!!!!! La ruspa inquadrata non è il mio nuovo autoveicolo (mi piacerebbe) bensì quella della COSTER, incaricata delle opere di movimento terra.
Devo riconoscere di aver accumulato un ritardo di oltre un mese nella consegna degli elaborati tecnici all'Amministrazione Comunale, avvenuta nella Giunta di giovedì scorso (28 gennaio n.d.r.) con pieno gradimento; il ritardo è stato però annullato da studiate procedure che permettono (anche sulla parola del sottoscritto e dell'arch. Luca Colombo) di iniziare i lavori in anticipo: giovedì pomeriggio scorso tracciamento cantiere; a mezzogiorno di oggi sopralluogo coi Costantini per le prime disposizioni dei movimenti terra avendo riguardo alla tutela della vegetazione esistente; domani si inizia lo scolturamento ecc. Radaelli è già sul piede di guerra per l'approvvigionamento delle piante secondo i consigli di Paolo e Dario. Salvo accidenti meteorici a metà marzo tutte le piantumazioni saranno completate.
Luigi V
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Il 2 febbraio 2010 non c’è solo l’architetto a bazzicare in loco. si precipita, indovina un po’, anche il prode Luigi D’Amato. Le istantanee sono d’obbligo. E anche un comunicato. Luigi D si lancia anche in qualche riferimento culturale:

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Data astrale 02-02-2010, dal diario di bordo del capitano Kirk: lasciata l’astronave Enterprise con un vascello approdiamo alla vasca volano.
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Gli umanoidi (detto nel loro linguaggio) “si danno un gran da fare”; scolturazione del terreno, messo ai lati per un successivo riutilizzo e creazione di una strada di cantiere, altrimenti con l’andirivieni di centinaia di camion oppure un minimo di pioggia renderebbe inagibile il movimento dei “mezzi”.
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La foto di Luigi D mostra la sistemazione della strada di cantiere.

Il lettore poco addentro alle segrete cose della Vasca più bella del mondo si chiederà a questo punto cosa si stia facendo in questi giorni. Una delle prime operazioni è consistita nel tracciamento di un percorso – ce lo ha spiegato sopra Luigi D. – che permetta ai mezzi un passaggio sicuro ed agevole. Allo scopo, è stata distribuita una massa di ghiaia sullo sterrato che mena al cancelletto di ingresso.

Lungo il lato occidentale la messa in posa della ghiaia è stata preceduta da uno scavo, per qualche decina di centimetri (foto qui sotto, datata 2 febbraio 2010).
Non temano i nostri appassionati seguaci: col termine dei lavori la ghiaia sarà portata via, e la terra rimessa in sito. “Fà e desfà l’è tutt’un laurà”, potrebbe commentare il solito sputasentenze. Niente di tutto questo. Il ghiaiato toglierebbe, va da sé, naturalità al luogo.

La prima parte dei lavori tocca la sponda occidentale. La foto (datata 2 febbraio 2010) mostra lo scolturamento sulla sponda ovest.
Coincidenza vuole che mi trovi ad Agrate Il 2 febbraio. Una puntata a ridosso del tramonto si impone. La superficie d’acqua è quasi completamente ghiacciata, rimane libera solo una piccola porzione, lungo il lato nord, settore orientale. Una ruspa spiana la massa di terra portata dai camion. Chiedo lumi via telefono al Villa. “È stato tolto uno strato di terra per uno spessore di 20 centimetri.”, spiega l’architetto. Il materiale ricavato, in questa foto è visibile sulla sinistra e riconoscibile per il colore chiaro, non verrà buttato.
La foto qui sotto mostra invece la nuova terra che i camion stanno via via portando qui.

La terra, qui sotto assistiamo alle operazioni di scarico, viene, mi spiegherà poi uno degli addetti alle operazioni, dalla vicina Carugate.


“È terra buona”, garantisce Luiss Villa. In effetti, l’impressione che sia un materiale ricco è immediata. Terminato il lavoro di riporto, la terra di partenza verrà rimessa in sito: lo scopo è garantire una sorta di continuità ecologica al luogo. Si tratta, ovviamente, di una continuità incompleta, dal momento che un terreno, una volta smosso, subisce comunque delle modifiche. Poco importa: la natura farà pian piano il suo corso.

Il lavoro procede di buona lena, fino all’arrivo del tramonto, quando il varco nella recinzione viene richiuso. I mezzi si allontanano. Un picchio rosso maggiore si ode in lontananza.

Mi piace lasciare la chiosa finale a Margherita “Marghebra” Brambilla, che tanto ha fatto perché il progetto potesse farsi concreto. Ci scrive Marghebra il 2 febbraio 2010:

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Beh ragazzi, saranno gli ormoni o la nuova condizione di neo mamma, ma quella foto mi ha emozionata! 5 anni fa tutto questo era solo un progetto, nemmeno troppo definito nei dettagli, un sogno che Luigi aveva e che abbiamo fatto nostro... con tanta fatica per far si che diventasse anche di qualcun altro, della lista, della giunta, del sindaco, dei cittadini, delle scuole....

sono felice. un applauso a tutti voi.
avanti così e buon lavoro!
margherita
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Lunga vita alla Volano!

Matteo Barattieri

mercoledì 27 gennaio 2010

16 gennaio 2010 – Una Volano internazionale – Censimento acquatici (IWC, International Waterfowl Census)

Impegni vari mi impediscono una frequentazione seria della Volano. Ma non posso mancare all’appuntamento con il censimento IWC. Ogni anno, a livello internazionale, vengono effettuati i conteggi degli uccelli acquatici svernanti. L’attività è coordinata da precise indicazioni; ogni ambiente d’acqua significativo ha il proprio numero di codice. Il tutto si svolge nel mese di gennaio, durante il quale questi animali si muovono poco: i dati raccolti sono quindi significativi. Va puntualizzato che specie come cormorani e gabbiani sono viceversa molto attivi, e si spostano durante il giorno. In questo caso, la soluzione per ottenere dati è molto semplice: si vanno a contare gli individui ai posatoi notturni, dove si radunano al tramonto.

I dati raccolti sono molto importanti. Hanno un intuibile significato scientifico e conservazionistico. Avere una fotografia della situazione di una specie e sapere come varia la sua popolazione negli anni ha ovvie ricadute. Esiste anche un preciso obbiettivo: per le specie cacciabili vengono determinate le quote di individui che si possono abbattere, sulla base dei numeri ottenuti dai rilevatori. L’attività, come sempre quando si parla di campo, ha il suo indiscutibile fascino. Ma questa è un’altra storia.

Da quest’anno la Volano è ufficialmente inserita nell’elenco europeo. Il tutto grazie a Violetta Longoni, coordinatrice per la Lombardia, che ha dato una risposta positiva alle mie richieste. Insomma: la Volano ha un suo spazio a livello internazionale.

Per l’Italia il periodo dei censimenti è stato collocato quest’anno tra l’8 e il 24 gennaio.
Il 16 gennaio 2010, reduci da operazioni di censimento su ad Alserio, io e Alberto Confalonieri facciamo una rapida puntata alla Volano, tra le 11.30 e le 11.45. il taccuino registra ben poca roba:
16 folaghe, 1 gallinella d’acqua e 3 gabbiani comuni.

Un grazie ad Alberto per la collaborazione e, va da sé, a Violetta.

Su questa pagina potete trovare informazioni. Trovate anche i resoconti dei censimenti degli anni passati:
http://www-3.unipv.it/ecoeto/indexsvernanti.html

Se siete interessati a partecipare i prossimi anni (una mano serve sempre) potete contattarmi. Oltre alla Volano, opero sui laghi brianzoli e nella zona del Lago di Lecco. E, ovviamente, sono il referente per il Parco di Monza (censito il 9 gennaio).

Matteo Barattieri

23 gennaio 2010 – Dal Diario di GaeNava: un’anatra temeraria – il gabbiano e il pesce gatto

Foto: Gaetano Nava
Purtroppo per il sottoscritto frequentare la Vasca è dura in questo periodo. Certo, c’è sempre il bravo GaeNava, con le sue puntuali e frequenti visite in loco. Ma vuoi mettere andare di persona? Il blog ne soffre, preferendo lo scrivente narrare di momenti vissuti direttamente e non per conto terzi. Ma tant’è. Utilizziamo allora parole e immagini del nostro Gaetano.
È il 23 gennaio 2010. “poca roba ma interessante”, scrive il nostro. Ne viene fuori un’ora e mezza intensa, dalle 14.00 alle 15.30, per dovere di cronaca.
Una poiana veleggia in pace, niente aggressioni da parte di cornacchie e compagnia cantante.
Due gheppi riposano sui fili. Quale dei due è il maschio?
Un pellegrino su una classica postazione: un traliccio.


E sull’acqua, racconta GaeNava, “la prima papera da un po' di tempo a questa parte,una bellissima e ingenua Morigliona”.

Il rischio è grosso, la stagione dei vigliacchi con le doppiette non è ancora terminata, mentre a Roma discutono per aprire la caccia per tutto l’anno. Come commentare? Siamo la vergogna d’Europa.

L’inverno a poco a poco lascia strada alla stagione primaverile. Le prime attività riproduttive si manifestano anche qui. Gaetano segnala anche:

“Folaghe in assetto di guerra per il pezzettino di territorio....il picchio rosso in tambureggiamento....”

Intanto un gabbiano si porta in giro la sua preda: un pesce gatto. Bella istantanea, grande GaeNava.


Matteo Barattieri